Promette bene la collaborazione con la Fondazione "Handicap dopo di noi"
E' venuta fuori la necessità di reinventare un servizio che dovrebbe rispondere ad un oggettivo bisogno di quei ragazzi con disabilità più complesse che, arrivati verso i 12-13 anni, rischiano di essere espulsi "di fatto" dalla integrazione scolastica, ed anche dai progetti riabilitativi del SSN.
La riunione ha consentito, ai genitori che hanno voluto aderire all'iniziativa, di sviluppare un brain storming sullo stato dei servizi sul territorio. Ne è venuta fuori la necessità di reinventare un servizio che dovrebbe rispondere ad un oggettivo bisogno di quei ragazzi con disabiltà più complesse che, arrivati verso i 12-13 anni, rischiano di essere espulsi "di fatto" dalla integrazione scolastica, ed anche dai progetti riabilitativi del SSN. Tutti i genitori si sono trovati d'accordo nel sottolineare che questi ragazzi oggi esprimono, rispetto a quando erano più piccoli, molta più sensibilità, consapevolezza delle proprie capacità, motivazioni, che rischierebbero di restare frustrate.
Purtroppo, però, lo scenario che si apre per loro sembrerebbe, ad oggi, essere l'isolamento in famiglia, oppure quei servizi che vengono chiamati “Centri diurni”. Essi sono gestiti con modalità molto varie, vuoi da Cooperative convenzionate con il Comune, vuoi dal Centro regionale S. Alessio, vuoi da altri centri di riabilitazione; ma tutti appaiono agli occhi dei genitori come luoghi dove si perseguono, nei migliori dei casi, progetti di "mantenimento" piuttosto che competenti strategie di sviluppo dell'autonomia individuale e, nei peggiori dei casi, solo dei "parcheggi".