Ciechi e ipovedenti: ecco il vademecum per solidarizzare
Guide utili. L’opuscolo dell’Uic in internet: le indicazioni utili per guidarli in strada, nei locali e in autobus.
A parole sembra tutto facile ed invece quando ci si avvicina ad un disabile della vista si commettono gli errori più paradossali, in primis alzare la voce e scandire le parole come se l'interlocutore fosse pure sordo. Disponibile in forma cartacea gratuitamente per il pubblico all'Univoc di Verona (Unione nazionale italiana volontari pro ciechi Onlus) e alla sezione scaligera dell'Unione Italiana Ciechi ed ipovedenti, entrambe in Via Trainotti oppure in versione sonora “on line” al sito www.univoc.org, c'è invece un colorato e divertente libretto a vignette in grado di insegnare in modo semplice e didascalico a dare una mano ai nonvedenti e agli ipovedenti nella vita quotidiana.
«Non così ma ...così» è il titolo del vademecum realizzato dalla presidenza nazionale dell'Unione italiana dei ciechi di Roma fondata da Aurelio Nicolodi nel 1920. In 43 pagine, è stato condensato il saggio in materia del Herman Van Dick liberamente adattato per tutti i ciechi d'Italia che l'unione rappresenta, illustrato umoristicamente dalla pittrice triestina Elsa Gant Martelli. «Forse vorreste aiutare ma non sapete come farlo? Oppure già lo fate ma siete maldestri causando agli interessati difficoltà anziché un servizio?». Sono queste le domande base che l'opuscolo solleva prima di passare al'azione, quella giusta naturalmente, evitando di commettere atti riprovevoli come quello descritto in apertura di libro e vede il normodotato “brancare” sotto il braccio un ignaro nonvedente per fargli attraversare la strada quando in realtà il malcapitato non ne aveva nessuna intenzione standosene tranquillamente ad aspettare il tram.
Guidare un cieco su strada, marciapiedi e scale, indicargli come sedersi, come presentarsi e accomiatarsi, parlargli e descrivergli, accompagnarlo nei locali pubblici e alla toilette: queste sono solo alcune delle situazioni trattate. Nell’opuscolo, si sdrammatizza con ironia problematiche che sembrerebbero banali ma non lo sono affatto e di pagina in pagina il libriccino si rivela un piccolo grande palcoscenico di battute comico-utili proprio per il modo in cui si insegna a scalare le barriere della disabilità sia architettoniche che morali all'insegna del buon senso e dell'ironia. «In realtà il mondo dei ciechi non esiste», stigmatizza l'opuscolo «essi vivono nel vostro mondo..., nel nostro mondo...».
Fonte: L’Arena (03/11/2009)