Un osservatorio sull'autismo per la città di Roma
Il progetto è stato presentato ieri pomeriggio al Campidoglio da Francesco Maria Orsi, consigliere del Comune di Roma. Obiettivo sarà quello di creare un punto di aggregazione e di scambio per ragazzi, operatori, medici ed esperti.
ROMA - Un osservatorio sull'autismo per la città di Roma. Questo il progetto che è stato presentato ieri pomeriggio al Campidoglio da Francesco Maria Orsi, consigliere del Comune di Roma, che ha accolto nella sala della Promoteca del Comune di Roma il convegno “L'autismo tra bisogni clinici e aspetti sociali”. Per il consigliere capitolino, figlio di una insegnante di sostegno e da sempre sensibile al tema della disabilità “è un grande piacere e onore poter dare spazio ad una iniziativa del genere e promuovere i diritti degli autistici e dei disabili: questo convegno segna infatti – ha spiegato Orsi – la prima tappa di una informazione e formazione che condivisa diventa fattore di coesione e quindi di forza”. A breve, ha annunciato il consigliere “sapremo dal delegato del sindaco alle politiche agricole se avremo a disposizione un casale nell'agro romano, che funga da luogo di accoglienza per gli autistici e in generale per tutti i disabili”. Obiettivo dell'osservatorio sarà quello di creare “un punto di aggregazione e di scambio, dove i ragazzi possano imparare l'autonomia con operatori che li seguano ma dove anche professori, medici ed esperti si possano incontrare per scambiare idee e risultati di ricerche”. Per Orsi “stella polare dell'azione a favore degli autistici deve essere migliorare la qualità della vita delle persone affette da questa patologia e quella delle famiglie vicino a loro”.
Accanto al consigliere capitolino c'erano ieri Sebastiano Capurso, amministratore Ri.Rei, Paolo Curatolo, direttore della cattedra di Neuropsichiatria infantile dell'Università di Roma, Alberto Siracusano, direttore della cattedra di psichiatria del policlinico di Tor Vergata, esperti della materia e membri attivi di uno dei principali consorzi romani che si dedica all'assistenza di autistici e persone con gravi disabilità intellettive. Per loro due le armi vincenti per combattere e sconfiggere i disturbi evolutivi globali (Deg): diagnosi precoce e presa in carico globale. Siracusano e Capurso, presidente e vicepresidente del consorzio Unisan si occupano da circa 20 anni di assistenza socio-sanitaria ma dal 2006 hanno incontrato il mondo dell'autismo quando, all'interno del consorzio, Ri.Rei inizia a gestire centri ex Anni Verdi di via Sbricoli a Roma, Santa Severa e l'ambulatorio di via Majorana, sempre nella capitale. “Da quel momento ci siamo avvalsi della consulenza dei maggiori esperti del settore, come quello di Alberto Siracusano, direttore della cattedra di Psichiatria di Tor Vergata, per proporre un modello assistenziale efficace – ha spiegato Rossana Varrone, amministratore Ri.Rei – attraverso la diagnosi precoce infatti nei nostri ambulatori e una presa in carico globale ci siamo posti l'obiettivo di rompere l'isolamento delle famiglia e di dare a questi ragazzi una speranza”. Speranza che per il consorzio si concretizza nella possibilità di interagire con il mondo esterno.
“L'autismo è un disturbo neurologico dello sviluppo cerebrale precoce - ha ricordato invece Curatolo – ed è oggi diagnosticabile entro i primi due anni di vita”. Nonostante i progressi delle neuroscienze pediatriche, non c'è ancora una cura: l'unico palliativo, a volte molto significativo è quello di tipo educativo e comportamentale precoce. Prima si interviene con una terapia adeguata durante il periodo in cui il cervello è ancora plastico migliori saranno i risultati e la ripresa del cervello stesso. Questo determina quindi un miglioramento significativo del quoziente intellettivo di questi bambini, prevenendo così l'istituzionalizzazione e riducendo il costo sociale di questa patologia cronica.
“La crescente richiesta di aiuto da parte delle famiglie – ha sottolineato Capurso – ci obbliga a una presa in carico globale di questi soggetti. I pazienti assistiti nelle nostre strutture godono di un'esperienza innovativa per cui i servizi vengono articolati secondo le esigenze individuali, in relazione all'età e alla gravità della patologia”. Il lavoro del consorzio si articola anche in servizi ambulatoriali, domiciliari, semi-residenziali e residenziali.
Fonte: Redattore Sociale (Marta Rovagna, 18/03/2009)