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Tesi di laurea sui musei vietati ai disabili

L'autrice è Laura Monzardo, studentessa di Storia dell'Arte. «Musei e disabili: il caso Veneto » è il titolo dell'elaborato.

VERONA. Ogni museo dovrebbe essere accessibile a tutti. Anche a chi soffre di un handicap: chi in carrozzella, chi ipovedente o cieco. Ebbene, non è così. Nemmeno Verona si salva: circa metà dei nostri 54 musei sono completamente accessibili, e solo due (Museo Nicolis e il Museo di Castelvecchio) sono strutturati per accogliere ipovedenti o ciechi. Questo almeno è il risultato di un'inchiesta oggetto di una tesi di laurea. L'autrice è Laura Monzardo, studentessa di Storia dell'Arte. «Musei e disabili: il caso Veneto », il titolo dell'elaborato per conseguire la laurea magistrale (specialistica); ormai alla vigilia della discussione, l'11 marzo, Laura racconta la sua ricerca, che l'ha portata a contattare personalmente tutti i 301 musei in Veneto. «L'argomento è stato scelto assieme al mio relatore, il professor Enrico Dal Pozzolo, docente di Museologia dell'ateneo veronese, dopo aver cambiato ben tre argomenti. Siccome sono una scout, e mi relaziono spesso con anziani e disabili, l'argomento mi è subito piaciuto». I dati emersi sono infatti molto interessanti. Il territorio veronese, si evince dalla tesi, conta 54 musei di cui 26 completamente accessibili, 15 parzialmente accessibili, 3 non accessibili (di 9 non si hanno informazioni, uno è temporaneamente chiuso). Il dato più significativo riguarda proprio le soluzioni possibili da adottare per chi ha un handicap visivo. Nel veronese sono 14 i musei che permettono al pubblico di toccare le opere esposte, alla presenza del personale, e solo 2 quelli che predispongono percorsi specifici per ciechi e ipovedenti. Altro dato non secondario è la presenza di servizi igienici attrezzati: solo 30 musei ne sono forniti. «La dottoressa Monzardo ha contattato le istituzioni museali venete sottoponendo il questionario ai responsabili - afferma il relatore Enrico Dal Pozzolo - ne è emersa una realtà abbastanza diversificata».

Fonte: Corriere del Veneto (A.Ma., 07/03/2009)


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