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Poca assistenza ai bimbi con problemi neurologici

L´allarme dei logopedisti riguarda in particolare i piccoli che soffrono di sordità, disfasia e autismo. Mancano centri e specialisti.

TORINO - «Il servizio sanitario non garantisce i livelli essenziali di assistenza, molte famiglie di bambini con problemi neurologici sono costrette a rivolgersi alle strutture private per ottenere una terapia riabilitativa dignitosa»: in occasione della giornata europea della Logopedia gli esperti del linguaggio hanno lanciato l´allarme. Anche in Piemonte, dove la rete di assistenza è bene organizzata rispetto a molte altre regioni italiane, il numero di logopedisti e l´organizzazione delle strutture preposte alla riabilitazione non è sufficiente a garantire un´assistenza adeguata a questi bambini, che hanno diritto di conquistare condizioni di vita decorose. Parliamo di bambini sordi, disfagici, spastici, autistici o con danni neurologici che causano invalidità da lievi a molto gravi. Ma, se per esempio, nel caso della sordità, i Lea (livelli essenziali di assistenza fissati dal servizio sanitario nazionale) stabiliscono che le sedute di riabilitazione dovrebbero essere almeno cinque a settimana, a Torino i bambini che soffrono di questa patologia possono usufruire al massimo di due-tre sedute a settimana, e devono poi ricorrere a specialisti a pagamento per colmare le altre sedute che l´assistenza pubblica non è in grado di garantire. «Sono invece fondamentali l´assiduità e la regolarità per una buona riuscita della terapia logopedica - spiega Irene Vernero, docente presso il corso di laurea in Logopedia dell´Università di Torino, e nel gruppo di specialisti delle Molinette del reparto diretto da Oskar Schindler - se si insiste molto con i bambini piccolissimi, si riescono a ottenere sorprendenti risultati».
Il fatto che il progresso scientifico abbia portato a mantenere in vita tanti nati prematuri che in altri tempi non ce l´avrebbero fatta a sopravvivere, richiede oggi un impegno sempre maggiore affinché questi bambini abbiano sì una speranza di vita, ma di una vita dignitosa. Sono, infatti, proprio i nati pretermine i piccoli che soffrono maggiormente delle patologie legate al linguaggio e che richiedono l´assistenza di medici e di logopedisti. Soprattutto oggi, che anche la scuola ha dimezzato il numero di insegnanti di sostegno, e che le famiglie devono gestire da sole il carico dell´assistenza e dell´educazione dei loro figli.

Fonte: La Repubblica (Andreina Fasano, 17/03/2009)


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