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Pediatria, addio ai giochi e a clown: se ne vanno le educatrici

La sanità padovana: trasferite le educatrici, chiude il Servizio gioco e benessere.

Pediatria, addio ai giochi e a clown: se ne vanno le educatrici

Le educatrici del Servizio gioco e benessere

In un battibaleno riuscivano a cancellare visini imbronciati solcati da lacrimoni. E poi sapevano fare una magia: sparivano per un attimo e tornavano in reparto scortate da due clown. Così nemmeno il bambino più arrabbiato riusciva a resistere. Con quella parrucca colorata, quelle scarpacce ridicole e quel naso rosso i piccoli pazienti ricoverati in Pediatria per un attimo dimenticavano di essere in ospedale.

Da ieri le due «fatine» che ogni giorno si inventavano mille giochi per trasformare le corsie in un mondo incantato non ci sono più. Già da tre mesi lavoravano senza stipendio. Erano le educatrici del Servizio gioco e benessere del Dipartimento, diretto da Carlo Moretti: lavoravano a fianco dei pazienti e coordinavano i 300 volontari che muovevano la «macchina della solidarietà» di Pediatria. Erano precarie e, come stabilito dalla finanziaria 2008, sono state stabilizzate con un concorso per personale tecnico amministrativo a febbraio. Col foglio di assunzione in mano erano convinte di tornare alla loro vecchia mansione. Niente di più falso: hanno titoli da amministrative e lì da ieri sono state trasferite.

E senza più educatrici il servizio Gioco e Benessere, un parolone che per i bimbi non significava null’altro che uno stralcio di normalità nel ricovero, ha chiuso i battenti a tempo indeterminato. Niente più sessione settimanale di scuola di biscotti e cioccolatini con i maestri pasticceri, niente più pet therapy, niente colori, niente giochi di società per fare amicizia con il proprio compagno di stanza.

Carlo Moretti, il medico che ha sempre creduto nell’importanza del gioco quale parte integrante del processo di guarigione, ieri ha inviato una mail a tutti i volontari che ruotavano attorno al Servizio: «Carissimi, vi scrivo per comunicarvi che da oggi (ieri, ndr) dopo 15 anni di ininterrotta attività, a causa del mancato rinnovo del contratto di lavoro delle educatrici, che la Direzione Generale ha trasferito ad altra mansione, verranno sospese a tempo indeterminato le attività del Servizio Gioco e Benessere della Pediatria di Padova. E’ un evento molto grave, che ricadrà sui nostri piccoli pazienti rendendo vano il nostro lavoro e quello di tutti voi che in questi anni, con grande generosità, ci avete aiutato a far tornare, ai bambini ricoverati, la voglia di essere felici e di sconfiggere la loro malattia».

Senza più coloro che coordinavano e formavano i volontari si è rotto un ingranaggio che ha mandato a monte l’intera catena della solidarietà. E la chiusura del servizio ha fatto calare un velo di tristezza sull’edificio, divenuto inverosimilmente silenzioso.

Giorgio Perilongo, direttore della Clinica pediatrica, è già al lavoro per trovare una soluzione che non arriverà prima di qualche mese: «Riconosco il lavoro fondamentale svolto da Carlo Moretti ed il suo staff: oltre a far sentire per quanto possibile i bambini a casa svolgevano un ruolo importante anche nel processo di guarigione dei pazienti. E’ risaputo quanto un atteggiamento positivo aiuti a migliorare la prognosi di una malattia».

Perilongo d’intesa con Adriano Cestrone ha messo al vaglio diverse ipotesi per riportare il sorriso ai piccoli ricoverati della Pediatria: «Il direttore generale si è dimostrato particolarmente sensibile al problema che tocca l’intera clinica. Forse riusciremo a programmare un bando di concorso per reclutare due professionisti dell’educazione sanitaria. Purtroppo alla resa dei conti abbiamo constatato che le due educatrici non avevano titoli tali da poter essere stabilizzate nel ruolo in cui erano state assunte a tempo determinato con contratti a progetto. Hanno svolto un ruolo fondamentale, ma ora dobbiamo accettare una nuova sfida: attivare il bando significherebbe riconoscere finalmente il ruolo di queste figure all’interno della Clinica».

Fonte: il mattino di Padova (17/03/2009)


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