Non si balla: c'è un down!
Lo scorso 8 Marzo si è verificato un altro caso di discriminazione nei confronti di un ragazzo con la sindrome di Down durante i festeggiamenti organizzati per la festa della donna in un ristorante campano.
MILANO - Francesco, appassionato di musica e di balli, ragazzo con sindrome di Down, era in pista e stava ballando quando un cameriere si è avvicinato ai genitori che lo accompagnavano per chiedere loro di allontanarlo perché gli altri ballerini erano “infastiditi” dalla sua presenza.
Una richiesta discriminante, inaccettabile e soprattutto umiliante per i genitori che invece intendevano proprio dare a Francesco la possibilità di esprimersi, anche attraverso il linguaggio del corpo, in un contesto di normalità.
Questo episodio, che purtroppo si somma ad altri ancora tristemente riscontrabili nelle cronache delle diverse zone d’Italia, accade proprio in un giorno di rivendicazione contro la discriminazione. E’ un fatto grave che contrasta con i grandi passi che anche il nostro paese ha recentemente compiuto con la ratifica della Convenzione Onu sui diritti per la disabilità, a tutela dell’effettiva inclusione delle persone nella nostra società.
Non è sempre facile per tutti accettare l’incontro con una persona “diversa” e questo episodio ci ricorda come ancora molto deve essere fatto per il rispetto e la dignità dell’individuo.
La non conoscenza e la paura del diverso portano ancora troppo spesso a comportamenti sconvenienti, errati e fuorvianti, certo non degni di un paese civile.
L’esperienza negativa di Francesco, che lascia un segno indelebile in lui e nella sua famiglia, ci deve far riflettere su cosa significhi realmente accogliere, condividere e, al tempo stesso, aiutarci a scoprire quanto si possa imparare dall’altro, anche se la persona che ci sta di fronte è “diversa” da noi.
CoorDown Onlus
Letizia Pini, Responsabile Comunicazione e Relazioni Pubbliche
Fonte: WindPress (15/03/2009)