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L’appello dei ciechi: «Salviamo il Sant’Alessio»

L’Ipab Sant’Alessio deve «trasformarsi in una fondazione di diritto privato e non in un’Agenzia di servizi alla persona». È quanto chiede a Marrazzo il coordinamento dell’istituzione per non vedenti, riunito ieri [17/03/2009, N.d.R.] in presidio sotto la sede della Regione Lazio.

«La fondazione – dicono dall’Ipab - ci permetterebbe di non smembrare il patrimonio (circa 600 appartamenti nella Capitale più gli istituti Sant’Alessio e Santa Margherita di Savoia e una tenuta in Toscana) e di incrementare i servizi ai nostri assistiti». Inoltre i manifestanti hanno chiesto all’amministrazione regionale di fare fronte al debito di oltre9 milioni di euro contratto negli anni scorsi con l’Ipab Sant’Alessio, «altrimenti non ce la faremo neanche a pagare gli stipendi». Marrazzo si è detto disponibile ad un incontro venerdì. Intanto per l’assessore alla sicurezza Daniele Fichera «non c’è contrarietà alla fondazione ma la decisione spetta al consiglio regionale». Per il consigliere del Pd Battaglia il patrimonio dell’Ipab Sant’Alessio deve tornare a essere gestito dai ciechi.

Fonte: L’Unità (Lu.Ci., 18/03/2009)


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