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Ancona, l'assistenza educativa nelle scuole diventa a pagamento. In rivolta le famiglie

Dal mese di aprile le prestazioni saranno compartecipate nella spesa. Su tutte le furie i genitori dei ragazzi. Ma nessuna obiezione è giunta da parte della consulta per la disabilità cittadina.

ANCONA - Una tassa che lede il diritto allo studio o che, comunque, ci va vicino: l' imposta, che a partire dal 1 aprile, dovrà essere pagata dalle famiglie del Comune di Ancona che necessitano di assistenti educativi per i loro figli con disabilità. La prestazione, dunque, dovrà essere pagata anche dalla famiglia, attraverso un sistema di compartecipazione alla spesa. Circa 2 euro l'ora è quello che viene chiesto alle famiglie, ma il dubbio è che, per gli studenti a cui sono necessarie più ore, la spesa salga. Si calcola che ogni famiglia arriverebbe a spendere circa mille euro l'anno. 

L'Aec, ovvero l'assistenza educativa continuativa, è un servizio sociale che viene gratuitamente erogato dall'ente pubblico nei confronti di quegli studenti della scuola primaria e secondaria inferiore che necessitano di assistenza - dal bagno al pranzo - anche durante l'orario scolastico. O almeno questo era fino a qualche giorno fa.  La settimana scorsa infatti le famiglie interessate sono state raggiunte da una lettera ufficiale del Comune, a firma del dirigente del servizio, Franco Pesaresi, in cui si annunciava il provvedimento e si invitavano le famiglie alla compilazione dell'autocertificazione allegata. Ferma restando la gratuita completa del servizio per quelle famiglie il cui reddito non supera i 5mila euro annui, a tutte le altre si chiede con franchezza di venir incontro alle spese del Comune.

"Una misura di questo genere - ha spiegato il dirigente Franco Pesaresi -  non l'avevamo mai applicata, ma da oggi non far pagare non è più possibile. E altrove funziona già così". La sorpresa, la rabbia, la delusione delle famiglie è arrivata subito dopo. "Ci sentiamo offesi per il modo in cui siamo stati trattati - è il je accuse delle famiglie - e il modo in cui siamo stati avvisati. Senza dimenticare che il provvedimento è assurdo: se vanno reperiti fondi, ci si rivolga altrove, ad altri servizi. Non si possono toccare i disabili: è una questione di civiltà".

Il provvedimento, già noto alla consulta per la disabilità della città, è stato più volte rimandato e mai ufficializzato. Nessuno credeva a questa ipotesi. E invece è stato proprio il "sì" espresso dalla maggioranza delle associazioni che operano con e a servizio della disabilità, a dare il via libera al Comune di Ancona.

"Noi eravamo stati bravi ad evitarlo. Oggi - ha aggiunto il dirigente dei servizi sociali del Comune di Ancona, Franco Pesaresi - non è più possibile. Nell'ultimo anno la lista d'attesa dei disabili che necessitavano della copertura sia scolastica, obbligatoria, che domiciliare si è allungata. Restavano fuori in 27, per cui abbiamo dovuto fare di necessità virtù e applicare la compartecipazione. I 2 euro rappresentano il 10% del costo del servizio per una persona e serviranno a coprire il buco di 80mila euro necessari per l'assistenza scolastica dei disabili. Le proteste? Posso capire i genitori, ma ricordo che il giorno della consulta dell'handicap nessuna delle associazioni ha fatto opposizione".

Fonte: SuperAbile.it (Erica Battaglia, 23/03/2009)


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