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«Dimenticata» la legge sulle invalidità?

Dati sorprendenti sull'applicazione di norme anti-burocrazia: la maggioranza delle Asl le ignora.

Spesso chi ha una menomazione permanente subisce inutili verifiche.
Lo spirito della legge 80 del 2006 è chiaro: evitare visite di revisione accertando l'invalidità una volta per tutte
«Soffro di sclerosi multipla e ho un'invalidità permanente. Ho ricevuto la convocazione per la visita periodica: è vero che esiste una legge che mi esonera? ». Risposta dell'Asl: «Non conosciamo questa legge, lei deve rifare la visita». Accade in quasi tutte le regioni alla maggior parte dei pazienti con invalidità permanente. Lo rileva un'indagine condotta, su oltre 180 Uffici invalidi delle Asl italiane, dall'Anio, Associazione nazionale infezioni osteoarticolari, in collaborazione con Cittadinanzattiva e 18 associazioni di pazienti.
«Eppure lo spirito della legge 80 del 2006 è chiaro: evitare ai pazienti visite di revisione inutili, accertando l'invalidità permanente una volta per tutte, senza più dover ripetere periodicamente esami e controllo per continuare a usufruire dei benefici previsti — afferma Tonino Aceti del Coordinamento nazionale Associazioni dei malati cronici-Cittadinanzattiva — . Il Decreto ministeriale del 2 agosto 2007, poi, ha individuato un elenco di 12 menomazioni e patologie gravi e croniche per le quali si prevede l'esonero dai controlli». Ma, aggiunge Girolamo Calsabianca, presidente di Anio: «A quasi 2 anni dall'entrata in vigore del decreto emanato per semplificare la vita dei disabili gravi, le Asl conoscono e applicano poco la legge».
Nell'indagine, gli invalidi o volontari delle associazioni hanno telefonato alle Asl chiedendo informazioni. Risultato: un'Asl su 4 non ha risposto al telefono o non ha dato informazioni; poco meno della metà degli uffici che hanno risposto ha dichiarato di non conoscere la legge; tra quelli che hanno detto di conoscerla, 1 su 3 non la applica. Così in 4 Asl su 5 i pazienti sono richiamati, anche quando non è necessario, a visita periodica. E, nel frattempo, vedono sospesi i sussidi economici: dalla pensione di invalidità, all'indennità di accompagnamento, all'indennità di comunicazione (per i sordi). Tra le regioni "virtuose" si distinguono Veneto e Sardegna, le più informatizzate; la maglia nera spetta alla Sicilia.
Anche l'Inps con 2 circolari, l'ultima del 3 giugno 2008, ha richiamato le Asl all'applicazione della legge. «Il problema è che in molti casi le Asl hanno difficoltà a trasmettere i verbali all'Istituto perché non sono informatizzate » spiega Massimo Piccioni, coordinatore generale medico legale dell'Inps. Un danno per i cittadini, ma anche una disfunzione che pesa sulle casse dello Stato. «L'attivazione di una procedura burocratica inutile ha un costo — sottolinea Calsabianca —. Ogni volta che si riunisce la Commissione per le invalidità, costituita presso l'Asl, i componenti percepiscono un gettone di presenza». Aggiunge Carlo Giacobini della Federazione italiana superamento handicap: «Ad oggi non abbiamo dati precisi di quanto costi la macchina burocratica. Ma, mentre si è molto attenti nella caccia, senz'altro giusta, ai "falsi invalidi", lo si è molto meno rispetto al controllo della qualità del lavoro delle Asl o dei costi delle verifiche». E per scovare i falsi invalidi partiranno le verifiche straordinarie su invalidità civili, indennità di accompagnamento, di cecità e sordità civile. «Entro il 2009 saranno controllati a campione circa 200 mila invalidi» dice Piccioni. Ma cosa succede se viene "estratta" una persona con invalidità permanente? «Se rientra nel decreto sulla non rivedibilità, è esentato, purché fornisca la documentazione sanitaria, che verrà controllata. Nel caso in cui questa non fosse esaustiva, verrà richiamato a visita medica ».

Fonte: Il Corriere della Sera (Maria Giovanna Faiella, 01/03/2009)


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