Bambini turbolenti, cresce il ricorso ai servizi
Psicologi ed educatori sempre più alle prese con i disturbi del comportamento. Si incrementano progressivamente anche i rilasci di certificazioni per l’insegnante di sostegno. La scuola segnala sempre più casi di giovani problematici.
FELTRE. L’ansia da prestazione che spesso sfocia nelle nevrosi scolastiche, assieme ai disturbi del comportamento, sono la nuova “emergenza” sulla quale si confronta il servizio psicosociale dell’età evolutiva. Negli ultimi anni, si sottolinea nella relazione al bilancio economico preventivo, stanno assumendo un’importanza sempre maggiore i disturbi del comportamento e i disturbi d’ansia per il quali il servizio, coordinato dal responsabile Ettore Morbin, sta mettendo a punto dei protocolli. Su 1155 minori, 179 hanno problemi relazionali e 106 disturbi di comportamento.
Nel corso del 2008 sono stati esaminati dal servizio 1155 fra bambini e ragazzi fino ai 18 anni, su una popolazione minorile residente nell’Usl 2 di 13.622 unità. L’incidenza è dell’8,5 per cento, che si è progressivamente alzata negli anni (nel 2001 si era a 648 ragazzi) con una tendenza ad assestarsi a oltre mille nell’ultimo biennio. Si alzano progressivamente i numeri dei ragazzini indirizzati dalla scuola al servizio età evolutiva. Dei soggetti segnalati nel 2008, 313 frequentano la scuola materna, 488 la scuola elementare, 203 la scuola media inferiore e 93 la scuola superiore.
Ciò che risalta è il fatto che, rispetto agli anni precedenti, sono sempre più le certificazioni per l’assegnazione dell’insegnante di sostegno: 271 nel 2006 e 328 nel 2008.
Il numero di minori di nuova segnalazione che si aggiungono “in corso d’opera” tende invece ad assestarsi a circa trecento ogni anno.
Per quanto riguarda le patologie, le più ricorrenti riguardano i problemi cognitivi, i disturbi dell’apprendimento scolastico e i disturbi del linguaggio, quelli per cui il bambino a tre anni suonati parla ancora una lingua mezza sua e che trascina questi problemi anche in età scolare.
Su 1155 ragazzini presi in carico nel corso del 2008, i disturbi di apprendimento che si evidenziano soprattutto nelle prime classi delle elementari sono in vetta. Lo scorporo dei dati rivela infatti che ben 424 bimbi faticano a comprendere sui banchi di scuola. A seguire, ci sono i disturbi del linguaggio con 395 casi. Seguono le difficoltà relazionali-educative, con 179 casi, che richiedono a livello di “riabilitazione” un notevole investimento in educatori professionali, e i disturbi cognitivi (151 casi).
Numericamente incidono meno “in classifica”, ma non per questo incidono poco negli investimenti delle risorse: si tratta dei ragazzini turbolenti, che non stanno mai fermi al banco e che qualche volta hanno manifestazioni aggressive, etichettati come “comportamentali”. I disturbi del comportamento, se nel biennio precedente incidevano del 7,5 per cento, ora sono 106 e sfiorano l’undici per cento. Si pone dunque il problema di mettere in preventivo più ore degli educatori.
Fonte: Corriere delle Alpi (Laura Milano, 03/05/2009)