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Fiaba: presto il dipartimento del “Turismo per tutti”

Un portale che metta in rete le vacanze accessibili, ma per ora c'è solo la collaborazione con l’Uni. Intanto il comune di Roma ha chiesto ragazzi in servizio civile per l'accoglienza dei disabili a Termini e Fiumicino.

ROMA - Un contenitore unico del turismo accessibile in Italia. L’idea è venuta a Fiaba (Fondo italiano per l’abbattimento delle barriere architettoniche) che ha pensato di dar vita al “Dipartimento del turismo per tutti”. Ancora in forma embrionale, l’obiettivo di Fiaba è quello di “creare un portale nazionale che contenga tutte le informazioni e le buone prassi esistenti in materia di vacanze accessibili, più un collegamento con i tour operator, con un’attenzione particolare non solo alle persone disabili ma anche agli anziani e alle famiglie con bambini piccoli”, ha spiegato Francesco Tapinassi, responsabile del dipartimento Turismo di Fiaba oggi in conferenza stampa.

“Oggi esistono tante esperienze interessanti sul territorio italiano, ma tutte a macchia di leopardo”. Ma il desiderio, in realtà, è che “l’accessibilità e la fruibilità per tutti diventino il valore aggiunto che misura la qualità dei servizi turistici, uscendo finalmente dalla logica del turismo sociale”, ha aggiunto Tapinassi. Per ora, però, di concreto c’è solo la collaborazione con l’Uni, l’Ente nazionale italiano di unificazione delle norme tecniche, l’equivalente nostrano delle certificazioni Iso e Cen. Intanto nella Capitale qualcosa si muove. L’Ufficio promozione turistica del Comune di Roma, infatti, “ha chiesto all’Ufficio nazionale per il servizio civile alcuni ragazzi da posizionare all’aeroporto di Fiumicino e alla stazione Termini in modo che possano accogliere le persone disabili al loro arrivo in città”, ha annunciato Maria Cristina Selloni, direttore dell’Ufficio promozione turistica comunale.

Tra le linee guida del turismo accessibile pensato da Fiaba ci sono una maggiore qualità dei servizi offerti, più innovazione tecnologica, la collaborazione tra tutte le buone prassi esistenti in Italia, lo sviluppo del mercato estero (sia come mete sia come possibili turisti) e la collaborazione con le università italiane, con un occhio di riguardo all’accessibilità non solo delle vacanze in senso stretto ma anche del tempo libero, delle aree protette, dei beni culturali, dei musei e del turismo sportivo. Il bacino di utenza “è veramente ampio – ha detto Tapinassi –: 2,8 milioni di disabili in Italia e 37 milioni in Europa, a cui si aggiungono e gli accompagnatori, le famiglie con bambini piccoli e gli anziani”.

Fonte: Redattore Sociale (mt, 08/07/2009)


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