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Salta l'accordo con la regione Lazio, ultimatum dei centri di riabilitazione

Otto giorni per attuare l'accordo che sospendeva i tagli ai centri di riabilitazione o ci sarà lo stop ai servizi per disabili e la riduzione del personale. Dopo il dietrofront del sub-commissario, il Coordinamento laziale scrive a Marrazzo.

ROMA – E’ praticamente un ultimatum: o l’accordo sottoscritto con la Regione Lazio lo scorso 26 maggio viene attuato entro il prossimo 26 giugno o i Centri di riabilitazione per persone disabili della regione torneranno sul piede di guerra, con l’astensione dalle attività e la inevitabile e conseguente riduzione del personale. Sono di nuovo a rischio i servizi destinati ai disabili ed erogati dai centri di riabilitazione ex art. 26: tre settimane fa, dopo una manifestazione di protesta con centinaia di presenze fra comunità, associazioni, cooperative, disabili, operatori del settore, infermieri e direttori di centri riabilitativi, un accordo era stato firmato fra il vice-presidente della regione Lazio Esperino Montino e i rappresentati delle associazioni di categoria dei centri di riabilitazione: l’intesa segnava lo stop al taglio previsto dal decreto commissariale n°51/08 emesso alla vigilia dello scorso Natale e restituiva risorse fondamentali alle associazioni e cooperative. Quell’accordo, però, è ora a rischio.
Il sub-commissario Mario Morlacco, nominato dal Consiglio dei ministri nell’ottobre scorso dopo una intesa fra il governo nazionale e quello regionale, ha infatti comunicato che “non è intervenuta alcuna sospensione del decreto commissariale n° 51” e che “l’estensione del verbale contiene involontariamente una terminologia non corretta”, dal momento che “l’impegno assunto dalla Regione è quello di trovare una diversa copertura della riduzione del budget”, che peraltro secondo Morlacco è fissato al 6%, e non all’8%, come fin qui era stato affermato dalle associazioni. In sostanza, non un blocco ai tagli che hanno ridotto le capacità finanziarie dei centri di riabilitazione mettendo a rischio i servizi, ma un semplice “impegno” a trovare una diversa copertura.
La reazione delle associazioni di categoria è netta. In un telegramma spedito questo pomeriggio al presidente della Giunta regionale Piero Marrazzo, il Coordinamento laziale delle associazioni rappresentative dei centri di riabilitazione chiede “l’immediata attuazione dell’accordo siglato il 26 maggio 2009 con specifico atto regionale deliberativo entro e non oltre il giorno 26 giugno 2009”. “Contrariamente – si legge nel testo firmato dal presidente regionale Aris Michele Bellomo, dal coordinatore regionale della Foai Ferdinando Migliore e dal direttore dei centri romani della Fondazione don Gnocchi Salvatore Provenza – “i centri di riabilitazione provvederanno a indire una nuova manifestazione pubblica” e provvederanno alla “astensione delle attività con conseguente riduzione del personale”. A rischio ci sono quindi sia i servizi ai disabili sia i posti di lavoro di operatori e personale sanitario.
Nella giornata di oggi è stata anche presentata una interrogazione a Marrazzo da parte dei consiglieri regionali del Pd Augusto Battaglia ed Enzo Foschi, in cui si chiede al Commissario alla sanità di fare chiarezza sui centri di riabilitazione dopo “l’interpretazione restrittiva del del sub-commissario Morlacco” all’accordo sottoscritto dalla Regione e che prevedeva “l’immediata sospensione del taglio dell’8% del budget annuale previsto dal Decreto Commissariale n. 51/2008 per i Centri ex articolo 26”. Per i due consiglieri la comunicazione di Morlacco “ha rigettato le strutture, le famiglie dei disabili e gli operatori in uno stato di grave incertezza che rischia di determinare una significativa riduzione dell’assistenza”.

Fonte: Redattore Sociale (ska, 19/06/2009)


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