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Trasporto aereo, il governo approva le sanzioni per chi viola i diritti delle persone disabili

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera allo schema di decreto legislativo che stabilisce le sanzioni per chi non rispetta il Regolamento comunitario sul trasporto delle persone disabili e a mobilità ridotta.

ROMA - Fino a 20 mila euro di multa in caso di mancata informazione, fino a 40 mila euro in caso di mancata prenotazione, cifra che può salire anche a 120 mila euro quando una compagnia aerea o un operatore turistico nega in modo immotivato l'imbarco su un volo regolarmente prenotato ad una persona con disabilità o a mobilità ridotta. Sono alcune delle sanzioni previste dal decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri e riguardante le sanzioni che si applicheranno nel nostro paese nei casi di violazione del Regolamento comunitario 1107/2006 relativo ai diritti delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotte nel trasporto aereo. Lo schema del decreto, già approvato alcune settimane fa in via preliminare dal Consiglio dei ministri, ha ricevuto ora l'ok definitivo dopo essere passato al vaglio delle Commissioni parlamentari competenti. Rispetto alla prima formulazione, sono stati rivisti gli importi delle sanzioni pecuniarie, sono state aggiunte norme sulla qualità dei servizi di assistenza a terra e in volo, in particolar modo sulla chiara indicazione dei punti di partenza e di arrivo dedicati alle persone disabili negli aeroporti e sull'obbligo di formazione per il personale impiegato a servizio delle persone disabili.

Il Regolamento comunitario, entrato in vigore in ogni sua parte nel luglio 2008, garantisce che tutti i passeggeri possano beneficiare allo stesso modo delle opportunità offerte dal trasporto aereo in un contesto di "non discriminazione, accessibilità, assistenza e informazione": la norma europea prevede che ai passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta non possa essere rifiutato il trasporto tranne nei casi in cui è necessario negare l'imbarco per ragioni di sicurezza o per l'inadeguatezza strutturale dell'aeromobile (come nel caso di portelloni troppo stretti), e correda tali disposizioni con norme specifiche sul servizio di assistenza in volo e a terra, che deve essere gratuito e di elevata qualità. Per rendere efficace il provvedimento, il Regolamento comunitario prevedeva che ogni paese definisse un proprio regime sanzionatorio - evidentemente efficace e dissuasivo - da applicare nei casi di mancato rispetto delle norme. Con il provvedimento di oggi l'Italia tiene fede a questo impegno.

Fonte: SuperAbile.it (ska, 07/02/2009)


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