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Prof. di sostegno malata. I bimbi senza supplente

Lettera a “La Gazzetta di Modena” di un’insegnante di sostegno.

Sono un’insegnante di sostegno di una scuola secondaria di primo grado - le medie, per semplificare - della provincia di Modena. Le racconto un’altra triste, squallida storia. Mi dovrò assentare per una ventina di giorni per motivi di salute; informo per tempo la scuola affinché si trovi una supplente (spero di poterla incontrare e presentare ai tre ragazzi che seguo. Due sono di “fascia A”, le situazioni più gravi: per tutto il loro tempo scolastico è presente un adulto, educatore assistenziale fornito dall’ amm.ne locale, o docente di sostegno statale; la terza alunna è di “fascia B” (c’è poi una terza fascia la “C”). Partono le ricerche, ma oggi vengo informata che non ci sono soldi per pagare supplenti (la cifra a ciò destinata dal Miur viene in toto assorbita dalle supplenze per materne e primaria - siamo un istituto comprensivo, cioè che comprende, sotto la stessa dirigenza, i tre ordini di scuola menzionati -). Perciò solo per l’alunno con maggiori difficoltà si ipotizza che un collega, che deve recuperare ore chieste come permesso in precedenza, mi supplisca (sono due ore settimanali); l’altro ragazzo sarà seguito, se non ci sono supplenze sulle classi, da chi ha ore a disposizione o starà in classe e se avrà bisogni particolari si chiederà al personale ausiliario di aiutarlo; la ragazza con difficoltà minori starà in classe (era stata ventilata l’ipotesi di “spostarla” in altra classe quando in quest’ultima fosse stata presente la collega di sostegno!!!). Per farla breve: agli alunni disabili non viene garantito ciò che spetta (L.104/92); a me, docente e in quanto tale fannullona, viene trattenuta parte dello stipendio e negato il diritto di prendere una boccata d’aria, visto che devo essere a casa a completa disposizione del medico fiscale per undici ore al giorno! E questo in nome di che? Che dire poi di uno Stato che non si fida dei suoi medici di base che certificano? e ne invia un altro che...ricertifica? E pensare che spesso, anche dopo intervento chirurgico, è il chirurgo ospedaliero stesso che raccomanda “brevi passeggiate che via via si allungano per riattivare l’organismo in vista di una ottimale ripresa lavorativa”. Ciliegina sulla torta: “avvisa tu le famiglie che non sarai sostituita”. Certo lo faccio e dico con chiarezza che la responsabilità di questi atti sono i ministri che hanno potere sulla scuola.

Antonietta Mazza (Modena)

Fonte: La Gazzetta di Modena (03/02/2009)


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