Lazio, sì alla legge a sostegno delle famiglie con persone disabili: nascono i Caud
I Centri di accesso unico alla disabilità apriranno in ogni distretto sociosanitario della regione. Garantiranno adeguati livelli di assistenza durante tutto il ciclo vitale della persona, grazie a servizi sociosanitari integrati. Approvazione unanime da parte del Consiglio regionale.
ROMA - "Quando nasce un bambino disabile, il bambino è dei genitori, ma la disabilità è della collettività". Secondo questo principio, pronunciato in aula mercoledì 4 febbraio alla Pisana dalla consigliera Maria Antonietta Grosso (Pdci), la Regione Lazio garantirà ai cittadini portatori di handicap un adeguato livello di assistenza durante tutto il loro ciclo vitale, attraverso un sistema di interventi e servizi sociosanitari integrati. Il consiglio regionale del Lazio, presieduto dal vicepresidente Carlo Lucherini (Pd), ha infatti approvato all'unanimità la legge pensata per assicurare cittadini svantaggiati e ai loro familiari la "presa in carico
globale" da parte della Regione.
Il provvedimento, d'iniziativa dei consiglieri Grosso, Milana, Pizzo, Laurelli, Brianti, Dalia, Canali e Rinaldi, prevede l'istituzione del Centro di accesso unico alla disabilità (Caud) aperto in ogni distretto sociosanitario; il Caud, oltre a dare un orientamento sui diritti alle prestazioni sociosanitarie, fornirà assistenza per la gestione degli interventi e dei servizi rivolti ai disabili e ai loro congiunti.
Un'equipe multidisciplinare e una rete territoriale garantiranno unitarietà nella fase di analisi della domanda, valutazione multidimensionale del caso e predisposizione del progetto di vita personalizzato. Su una scheda individuale verranno registrati i dati della persona disabile, la composizione e la situazione del nucleo familiare, la valutazione della disabilità, delle capacità residue e dei bisogni, il piano di trattamento e i sostegni attivati e da attivare ai fini dell'inclusione sociale.
Ai soli fini statistici e programmatici e nel rispetto del diritto alla riservatezza dei soggetti interessati, sarà istituita l'anagrafe delle persone disabili.
Il provvedimento varato dal Consiglio regionale prevede anche la presenza di un operatore di riferimento, che seguirà le diverse fasi attuative del progetto individuale, facilitando così l'apporto delle diverse figure professionali coinvolte e la cooperazione tra le diverse organizzazioni interessate. Tra le linee d'intervento previste dalla legge appena approvata, la realizzazione di nuove strutture residenziali, affinché il cittadino disabile possa rimanere nel proprio territorio anche qualora venga meno il sostegno familiare, interventi che favoriscano l'inserimento al lavoro e progetti nell'agricoltura sociale.
Spiega il consigliere Grosso: "Fino al momento in cui i disabili sono minori, si riesce in qualche modo a dare loro risposte sia nel campo della scuola sia della riabilitazione, ma poi si apre un problema enorme quando il disabile raggiunge la maggiore età. Abbiamo delle Asl che non hanno ancora messo in atto la figura di chi prende in carico il disabile adulto, come se il problema a diciotto anni e un giorno svanisse. Lo spirito di questa legge poggia sulla presa in carico reale e l'accompagnamento della persona disabile nelle varie problematiche durante tutte le fasi della vita".
I consiglieri tengono anche a precisare che il provvedimento "non è aggiuntivo alle varie leggi che ci sono sia a livello nazionale che a livello regionale".
"Si cerca di razionalizzare le risorse e le potenzialità esistenti sul territorio, laddove oggi c'è un'enorme frammentazione, per assicurare assistenza dalla nascita fino all'età adulta. La legge, dunque, affronta anche il problema del 'dopo di noi' (la preoccupazione di ogni genitore di disabile: quando non ci sarò più io chi lo accudirà?). C'è un doppio binario: si prende in carico sia la persona disabile sia il nucleo familiare che a sua volta ha bisogno di essere sostenuto e accompagnato. Purtroppo, oggi le famiglie molte volte vengono lasciate sole in questo iter, mentre sono loro il punto di riferimento e devono muoversi all'interno delle varie istituzioni".
Soddisfazione e commenti da tutti i rappresentanti di gruppi consiliari. Per Augusto Battaglia (Pd) si tratta di "una legge importante per l'integrazione e la piena cittadinanza delle persone disabili". Essa infatti "rafforza la rete locale di servizi e di opportunità e pone le condizioni per la definizione dei percorsi individuali di inserimento e di autonomia". Insomma, "ci fa certamente fare un passo in avanti, anche nella prospettiva della riforma complessiva di servizi sociosanitari che il Consiglio regionale definirà nelle prossime settimane".
Per Massimiliano Maselli (Fi) "la legge è tanto più importante perché frutto di un lavoro congiunto di maggioranza e opposizione portato avanti in Commissione Politiche sociali. Certo è che ci saremmo aspettati uno sforzo maggiore dalla maggioranza perché riteniamo che gli stanziamenti per il 2009 pari a 300 mila euro in conto corrente e a un milione di euro in conto capitale siano insufficienti. Negli anni successivi le risorse da destinare a questo servizio dovranno necessariamente aumentare".
Fonte: SuperAbile.it (ep, 05/05/2009)