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La Regione Lazio e la Provincia di Roma fanno mancare al S. Alessio la continuità dei fondi finanziari necessari per i servizi riabilitativi e assistenziali a favore dei minori non vedenti.

La drammatica situazione è stata denunciata dal Presidente del S. Alessio in due lettere inviate da un lato al Presidente della Regione, On. Marrazzo, per quanto riguarda l'ingente credito che l'Ente vanta nei confronti del Sistema Sanitario Regionale, e dall'altro al Presidente della Provincia, On. Zingaretti, la quale ha da tempo chiuso i contributi necessari per il servizio di assistenza didattica domiciliare. Il Comitato Genitori della U.I.C. di Roma si mobilita per esprimere tutta la propria preoccupazione per la criticità della situazione.

Il Centro Regionale S. Alessio - Margherita di Savoia per i ciechi vanta nei confronti del sistema sanitario regionale circa 9 milioni di euro. A partire da questo evidente problema finanziario e gestionale che il Presidente De Luca ha ritenuto opportuno scrivere una lettera al Presidente della Giunta Regionale On. Piero Marrazzo. A ciò si aggiungono i più ristretti tetti di spesa che il SSN ha previsto per i due centri riabilitativi facenti capo all'Ente.

Una situazione insostenibile per l'Ente e per i nostri figli. Si rischia in tal modo di ridurre i servizi del S. Alessio di ulteriroi 12 prese in carico, senza contare la lunga lista di attesa dei tanti minori che a tutt'oggi non riescono neanche a beneficiare dei servizi riabilitativi che solo la specializzazione del Centro Regionale potrebbe fornire.

Le politiche regionali per il SSN continuano a ragionare attorno a generici servizi di riabilitazione, dimenticando che la particolarità della disabilità visiva e sensoriale, in soggetti in età dello sviluppo, richede particolari protocolli riabilitativi in tema di psicomotricità, stimolazioni basali, stimolazioni visive, mobilità e autonomia, tiflologia,comunicazione alternativa e aumentativa, etc..

La drammaticità della situazione che i genitori lamentano è da "vicolo cieco": da un lato la inadeguatezza dei servizi offerti dalla moltitudine di centri riabilitativi convenzionati con il SSN, e dall'altro la esiguità dei posti ambulatoriali accreditati al S. Alessio con un sostanziale blocco delle prese in carico.


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