Integrazione per alunni ciechi e sordi: Uic e Ens contro la Gelmini
Dopo 8 anni manca ancora da parte del Ministero dell'istruzione il regolamento attuativo per l'integrazione scolastica dei ''minorati sensoriali''. Le associazioni di sordi e ciechi: ''Siamo stanchi di aspettare''. E minacciano l'occupazione.
ROMA - “E’ ora di dire basta, siamo stanchi di aspettare: il livello di nervosismo ha raggiunto il suo punto più alto”. C’è rabbia fra le associazioni dei ciechi e dei sordi italiani per l’atteggiamento del ministero dell’Istruzione che non fornisce risposte sull’integrazione scolastica dei bambini e ragazzi ciechi, ipovedenti e sordi, “privati degli interventi specialistici necessari per la loro formazione”. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e l’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi ricordano la richiesta rivolta il 19 novembre scorso al ministro Mariastella Gelmini per un incontro urgente sull’attuazione della legge 69/2000 che stanzia risorse economiche importanti per l’integrazione scolastica dei minorati sensoriali. “Tali risorse – scrivono le associazioni - da nove anni a questa parte, vengono utilizzate a pioggia per l’offerta formativa, per finalità, quindi, diverse da quelle previste dalla legge, con la conseguenza che i bambini e i ragazzi ciechi, ipovedenti e sordi sono privati degli interventi specialistici necessari per la loro formazione: materiali didattici speciali, libri di testo accessibili, apprendimento della lingua dei segni e così via”.
Il motivo per cui ci si trova in questa situazione è – spiegano Ens e Uic – che “il Ministero dell’Istruzione non ha dato corso alle modifiche del regolamento attuativo richieste dalla Corte dei Conti”, nonostante più volte le due associazioni abbiano “tentato di conoscere le ragioni di una così assurda situazione”. “Sono passati quasi nove anni dall’approvazione della legge e quasi tre mesi dall’ultima richiesta di incontro – denunciano Ens e Uic – e il Ministro Gelmini non ha dato alcuna risposta”. “I Consigli nazionali dell’Uic e dell’Ens – recita la nota – hanno deciso che occuperanno quanto prima il Gabinetto del Ministro per sollecitare una risposta quanto mai urgente: il livello di nervosismo ha raggiunto il livello più alto della curva. Fare una legge e non farla rispettare – concludono - equivale ad autorizzare la cosa che si vuole proibire.
Fonte: Redattore Sociale (ska, 31/01/2009)