Disabili in classe. Per una cultura dell’integrazione
Un linguaggio comune tra istituti a favore dei più deboli.
VICENZA. Costruire un percorso di formazione, riflessione e ricerca sui temi della disabilità. È questo l'obiettivo del progetto "I Care", (Imparare comunicare agire in una rete educativa), finanziato dal Miur e dal Cti, Centro territoriale per l'integrazione, in collaborazione con l'Ufficio scolastico provinciale e il Centro studi Erickson di Trento che sostengono l'iniziativa. A proporla è Flavio Fogarolo, referente per l'handicap all'interno dell'Usp, che nel novembre 2007 illustrò il contenuto del progetto e coinvolse una decina di scuole che vi aderirono: gli istituti comprensivi 5, 8, 9 e 10 di Vicenza, gli istituti scolastici di Bolzano Vicentino, Isola, Longare, Dueville, Sandrigo oltre al professionale Da Schio.
Saranno ora questi plessi, capeggiati dal comprensivo 5, che si è candidata come scuola polo, a condividere, mettere in atto e far conoscere una serie di attività destinate ai bisogni educativi di ogni alunno, con lo scopo di promuovere e facilitare quella cultura dell'integrazione che ogni scuola può e dovrebbe fare propria.
Per questo a partire da venerdì 13 nell'aula magna del liceo scientifico Quadri prenderà il via il primo di tre incontri formativi durante i quali si parlerà dell'importanza per le scuole di lavorare insieme e di scambiarsi “prassi", “procedure", “lavori di rete" utilizzando così un linguaggio comune per tutti in materia di solidarietà e aiuto ai più deboli.
Il riferimento va al motto, "I care", adottato dai ragazzi della scuola di Barbiana guidata da don Milani e considerata un punto di riferimento nella pedagogia italiana.
«Lo stesso concetto - spiegano Flavio Fogarolo e Augusto Bellon, preside del comprensivo 5 - è stato tradotto con una parola più recente:empatia, intesa come atteggiamento, fondamentale per un educatore, di sentirsi nella situazione spesso difficile dell'altro, sentire e condividerne i pensieri e le preoccupazioni, senza esserne travolti emotivamente».
Aspetti che verranno approfonditi venerdì dalle 15,30 alle 18,30 attraverso gli interventi di Fogarolo e Bellon e con il contributo di Dario Ianes, docente universitario di Pedagogia, fondatore del centro Erickson, che si soffermerà su “I bisogni educativi speciali".
I lavori riprenderanno il 20 febbraio e infine il 27, relatori Giuseppe Malfermoni, dirigente del Cti e Donatella Bonollo, insegnante referente del progetto “I Care".
Fonte: Il Giornale di Vicenza (An.Ma., 11/02/2009)