Personal tools
You are here: Home Archivio News News 2009 News Febbraio 2009 Case ai politici, bufera all'Ipab. Sospeso il direttore
Navigation
Log in


Forgot your password?
New user?
 
Document Actions

Case ai politici, bufera all'Ipab. Sospeso il direttore

Bufera all'Ipab Sant'Alessio. Mentre la Procura di Roma sta verificando la gestione dell'istituto di assistenza per i ciechi, nell'ente si apre la resa dei conti: sospeso il direttore generale.

Due giorni fa il presidente Mario Dany De Luca ha inviato una lettera all'alto dirigente, Andrea Liberati, per chiedergli conto di alcune vendite immobiliari e di appalti sospetti, denunciati dal nostro giornale [Il Tempo, N.d.R] nelle scorse settimane. Nell'istituto assistenziale in effetti di cose che non quadrano ce ne sono.

Innanzitutto la gestione del patrimonio immobiliare: più di settecento appartamenti tra il centro storico e la periferia della Capitale, in tanti casi affittati a prezzi di favore. Monolocali sulla Laurentina a poco più di 300 euro al mese, fino alle abitazioni di lusso di un centinaio di metri quadrati, tra Fontana di Trevi e piazza Colonna, anche a 900 euro. Altri casi? Via Margutta: nello stesso palazzo abitano Sandra Cecchini, ex capo segreteria dell'allora ministro Parisi (paga 2.800 euro al mese per cento metri quadrati), Enrico Carone, ex segretario del leader del Pds Occhetto (che spende 1.154 euro al mese), Michele Lo Foco, consigliere di amministrazione di Cinecittà Holding (che per una monocamera sborsa 507 euro al mese).

Ancora: l'attuale assessore alla Casa del Comune di Roma, Alfredo Antoniozzi, ha ottenuto nel 1998 uno studio di 95 metri quadrati in piazza Campitelli, per cui paga tremila euro al mese. Tra gli ospiti vip delle case del Sant'Alessio non mancano società collegate ai partiti (Ds e Forza Italia), ex deputati (Bruno Lazzaro, già senatore Dc, che è intestatario di un appartamento di 119 metri quadrati in via della Colonna Antonina per 1.135 euro al mese, e artisti (a Testaccio, in via Branca, in 52 metri quadrati per 749 euro, ha abitato l'attrice Nadia Rinaldi). Tutto questo benché, come documentato dalle perizie dello stesso ente, tanti immobili destinati ai ciechi rischino addirittura di crollare.

Ma nella gestione del Sant'Alessio ci sono altri lati oscuri. Alla fine di gennaio 2008 l'ente ha venduto un terreno all'Aurelio, acquistato da una società (Mps srl, costituita il giorno dell'aggiudicazione) di cui è socio uno dei due revisori dei conti dello stesso Ipab, Silvano Micozzi, che ha conquistato il terreno per 1 milione e 17 mila euro. Dopo le denunce de «Il Tempo» Micozzi è stato rimosso dall'incarico.

Ovviamente ha tenuto il terreno.
Ma il destino spesso è stravagante: Micozzi, insieme con Luigi Pozzi, che è il consulente tributario del Sant'Alessio, e con Andrea Liberati, direttore generale, si conoscevano bene anche prima di approdare all'istituto per ciechi. Infatti hanno condiviso lo stesso studio di commercialisti, in via San Saba 22. Il medesimo indirizzo (sarà una coincidenza?) figura come sede della società di informatica che ha vinto la gara d'appalto per l'informatizzazione al Sant'Alessio.

Poco chiari risultano anche alcuni appalti, come quello per il rifacimento del tetto del Casale San Pio V, il ricovero per gli assistiti dell'Ipab. E se la Giunta regionale, su proposta dell'assessore agli Enti locali Daniele Fichera, è corsa ai ripari dando vita a un «Comitato di alta vigilanza sulle Ipab», formato da tre esperti che passeranno al vaglio le delibere degli istituti di assistenza, ora la parola passa alla Procura, che in questi giorni sta ascoltando i vertici dell'ente. Diverse infatti le denunce nei confronti della gestione dell'Ipab. A partire proprio da quella presentata dalla Delta software srl che si occupava fino al 2007 della fornitura e della gestione dei programmi informatici dell'istituto per ciechi.

Fino a quando proprio il direttore Liberati decise di dividere in due l'appalto e affidare alla Quantum It onlus la gestione del software e alla Punto Ini srl la fornitura dei prodotti informatici. Saranno solo coincidenze, ma la Quantum it è una cooperativa che lavora anche per l'Ufficio Handicap della Cgil di Roma e del Lazio e il presidente di questo ufficio era, almeno fino al 2004, proprio il numero uno del Sant'Alessio, Mario Dany De Luca. Mentre la Punto Ini srl ha sede in via San Saba 22, stesso indirizzo dello studio dei commercialisti Pozzi, Micozzi e Liberati. Ma se su questi aspetti sarà la magistratura a fare chiarezza, ai «saggi» nominati dalla Regione spetterà invece mettere in ordine la situazione economica e organizzativa dell'istituto.

Le perdite stimate nelle casse del Sant'Alessio ammontano a oltre duecentomila euro, lo scoperto 2008 è più di 2 milioni di euro e, come se non bastasse, sull'ente pende un'ipoteca immobiliare di 8 milioni di euro. Insomma, per risollevare le sorti dell'istituto per l'assistenza ai ciechi non basterà certamente rimuovere il direttore generale.

Fonte: Il Tempo (Alberto Di Majo e Susanna Novelli, 05/02/2009)


Powered by Plone CMS, the Open Source Content Management System

This site conforms to the following standards: