Anzalone, come ridere del proprio handicap
Professione handicappato, segni particolari: nessuno. C'è scritto così sulla carta d'identità di David Anzalone, detto Zanza, marchigiano di 33 anni, che invece di mestiere fa l' attore comico e di segni particolari ha quelli che ogni giorno gli scrive sul corpo e nei gesti la sua malattia, una tetraparesi spastica.
Ma lui, provocatore e politicamente scorretto per natura - il soprannome, prestato anche al suo sito www.zanza.it, viene «un po' dal cognome, ma soprattutto dal fatto che sono una zanzara che punge, picca e rompe le scatole», ammette - non ci sta, e sulle ipocrisie e i pregiudizi che circondano il mondo dell'handicap ci ride sopra, «per smascherarli». Succede nello spettacolo Targato H che, scritto con Alessandro Castriota (anche regista), Luca Ardenghi e Paolo Severini e già visto due anni fa al Ciak, torna in scena stasera e domani al Teatro della Cooperativa. Un "contro-monologo" (così recita il sottotitolo) «nel senso che va contro al "mono-logo", il logo della carrozzella che è il simbolo unico che rappresenta l'intero mondo dell'handicap - spiega - Un'omologazione che cerco di smantellare, per valorizzare la differenza nella differenza. Perché non esistono normalità e anormalità, ma solo una moltitudine di differenze». Dissacrante e "carogna" (un appellativo che gli piace, tanto che l' ha usato nel titolo del suo primo libro, Handicappato e carogna, uscito per Mondadori nel novembre scorso), «ma arrabbiato no: semplicemente mi piace chiamare le cose con il loro nome. Ci si è abituati a usare parole che nascondono false diversità. Come "diversamente abile". Che mi fa venire da chiedermi: "Ma allora, a che cosa mai sarò abile?". Chiamatemi handicappato, piuttosto. Quando non avremo paura delle parole, non ce l'avremo nemmeno delle persone. E finalmente riusciremo a distruggere questa cultura ipocrita che si ha sull'handicap».
Fonte: La Repubblica (Simona Spaventa, 18/02/2009)