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Terremoto, aiuti alle persone con disabilità. Dalla Carta di Verona le linee guida per l'azione

Il documento siglato nel novembre 2007 anche dalla Protezione civile: chiede particolare attenzione alle persone disabili e il coordinamento con le associazioni e il personale qualificato per l"assistenza.

ROMA - Negli interventi di sostegno e di aiuto dopo un terremoto deve essere prestata particolare attenzione alle persone con disabilità e alla specificità delle loro esigenze: è quanto prescrive non solo la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata recentemente anche dall'Italia, ma anche un apposito documento redatto a Verona e firmato il 9 novembre 2007 anche dalla Protezione Civile del nostro paese. Il testo, siglato nella città scaligera e noto come "Carta di Verona", si occupa di mettere in luce le linee di principio da attuare "sul salvataggio delle persone con disabilità in caso di disastri": i concetti sottolineati sono quelli del rispetto dei diritti umani e dei principi di non discriminazione e pari opportunità.

Il documento si occupa di tutte le situazioni di pericolo, dai conflitti armati alle inondazioni, passando per epidemie e catastrofi naturali di ogni genere. Viene messa in luce la necessità di coinvolgere le associazioni delle persone disabili nell'organizzazione degli interventi di aiuto, in modo da attuare interventi mirati ed efficaci: esse sono infatti descritte come "inestimabili fonti di informazioni e nozioni sui loro bisogni specifici soprattutto in situazione di vulnerabilità". Tale attenzione si rivolge tanto alle persone con disabilità fisiche (accessibilità dei campi), quanto a quelle con disabilità sensoriali e relazionali.

Fra i punti di riferimento a carattere internazionale, la recente Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità all'articolo 11 tratta delle "situazioni di rischio ed emergenze umanitarie", affermando che gli Stati adottano "tutte le misure necessarie per garantire la protezione e la sicurezza delle persone con disabilità in situazioni di rischio, incluse le situazioni di conflitto armato, le emergenze umanitarie e le catastrofi naturali ". In materia di protezione civile, poi, da segnalare è anche l'art. 19 della Risoluzione del Parlamento Europeo del 4 settembre 2007 sulle catastrofi naturali dove si "sottolinea la necessità di attribuire un'attenzione particolare, in casi di catastrofi naturali, ai bisogni specifici dei disabili in tutte le azioni intraprese utilizzando i meccanismi della protezione civile ". In ogni caso, prescrive la Carta di Verona, l'intervento in caso di emergenza include la formazione degli operatori coinvolti in situazione di gestione del rischio e salvataggio.

Fra i primi firmatari del documento, oltre alla Protezione Civile italiana anche una quarantina di organismi nazionali e internazionali, insieme ad associazioni e organizzazioni non governative: fra gli altri figurano il Parlamento europeo, alcuni comuni italiani (Verona e Ferrara fra gli altri), il ministero degli Interni finlandese, alcune taskforce nazionali o locali attive negli interventi di emergenza nei Paesi Bassi, Ungheria, Irlanda, Estonia, Spagna e Romania.

Fonte: Superabile.it (08/04/2009)


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