Roma, delibera sulle cooperative B: ''Inserimento lavorativo per un più ampio numero di persone''
Nella capitale aumentano i ''soggetti fragili'': disabili, tossicodipendenti e alcolisti, ma anche disoccupati over 50, donne e giovani con difficoltà di occupazione.
ROMA - Invalidi fisici, psichici e sensoriali, ex degenti di istituti psichiatrici, soggetti in trattamento psichiatrico, tossicodipendenti, alcolisti, minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione. Ma anche madri in aree geografiche lavorativamente svantaggiate, migranti o richiedenti asilo e uomini o donne con più di 50 disoccupati. Saranno queste le categorie beneficiate dalla delibera concertata oggi dal comune di Roma, purché siano inseriti e soci di una cooperativa B. Per loro oggi il sindaco di Roma Gianni Alemanno, l'assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso e le principali associazioni di cooperative hanno realizzato il testo di una delibera che stanzierà fondi annuali per i "soggetti fragili".
Ma chi sono nel terzo millennio le persone "svantaggiate"? Nel 1991 la prima legge in materia, la 381, inseriva in questa categoria i disabili, gli ex degenti di istituti psichiatrici e le persone con dipendenze. Oggi però la categoria è molto più vasta: secondo il regolamento della Commissione europea del 2002 il "lavoratore svantaggiato" è definito come "qualsiasi persona appartenente ad una categoria che abbia difficoltà ad entrare, senza assistenza, nel mercato del lavoro". Gli esempi sono diversi: qualsiasi giovane che abbiamo meno di 25 anni o che abbia completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e che non abbia ancora ottenuto il primo impiego retribuito regolarmente o qualsiasi persona priva di un titolo di studio di livello secondario superiore o equivalente priva un posto di lavoro o in procinto di perderlo. Giovani dunque, ma non solo. Il regolamento Ue individua come soggetto fragile anche le donne che vivono in un"area geografica nella quale il tasso medio di disoccupazione superi il 100% della media comunitaria di almeno due anni civili e nella quale la disoccupazione femminile abbia superato il 150% del tasso di disoccupazione maschile dell'area considerata per almeno due dei tre anni civili precedenti.
Aiuto poi anche a chi desideri intraprendere o riprendere un'attività lavorativa e che on abbia lavorato né seguito corsi di formazione per almeno due anni, in particolare qualsiasi persona che abbia lasciato il lavoro per la difficoltà di conciliare vita lavorativa e vita familiare. "Fragili" quindi sono anche le cosiddette "ragazze madri" o color che vivono soli e che hanno a carico uno o più figli. Apertura poi, da parte dell'Ue, anche i migranti: lavoratore svantaggiato e quindi interessato dagli aiuti nazionali (e comunali in questo caso) dovrebbe essere colui che "come lavoratore migrante si sposti o si sia spostato all'interno della Comunità o che diventa residente della Comunità per assumervi un lavoro e qualsiasi persona appartenente ad una minoranza etnica di uno stato membro che debba migliorare le sue conoscenze linguistiche, la sua formazione professionale o la sua esperienza lavorativa per incrementare le possibilità di ottenere un'occupazione stabile".
Per tutti loro la delibera capitolina prevede, oltre al 5% annuale dei bandi del comune anche l'individuazione, da parte della Giunta, di ulteriori categorie di persone con disagio rispetto a quelle già previste dalla legge nazionale in modo che, si legge nella nota del Comune: "L'amministrazione capitolina avrà più facilità di individuare le cooperative più idonee all'affidamento di determinate attività o servizi. Inoltre - conclude la nota - con l'ampliamento della platea dei lavoratori considerati svantaggiati, sarà possibile assicurare l'inserimento lavorativo ad un più ampio e diversificato numero di persone in condizioni di fragilità o disagio".
Fonte: SuperAbile.it (Marta Rovagna, 05/04/2009)