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Mamma di un disabile denuncia “Psicologo abusava di mio figlio”

L’indagine. Accertamenti della Procura sulle presunte violenze di un operatore su un ragazzo autistico. La madre di Dario: "Balli erotici mentre ero fuori casa". Minacce dopo il “gioco del silenzio”.

ROMA - “Mamma, con lui facciamo il gioco del silenzio, quando viene qui e tu esci. Ci spogliamo e devo toccarlo, poi lui tocca me. Poi balliamo nudi” Ha quasi 18 anni Dario (il nome è di fantasia), disabile al cento per cento e affetto da una seria forma di ritardo cognitivo con tratti autistici, quando racconta alla mamma i pomeriggi passati in casa con lo psicologo, inviato gratuitamente presso la famiglia da una nota associazione di operatori a servizio dei diversamente abili con sede sul litorale. Poche parole pronunciate a fatica, qualche disegno e infine alcune pagine scritte con la sua calligrafia da adolescente in cui viene a galla l'orrore. Si scoperchia il dramma, e la mamma di Dario cade in un abisso. Da quel momento sono mille i “segnali” che parlano a Elisabetta (il nome è inventato) degli abusi subiti dal figlio dall'età di 16 anni, fino a quel momento passati inosservati: quell'atteggiamento strano del bambino, l'abitudine a masturbarsi, a togliersi i vestiti che in un primo momento la donna aveva interpretato come “normali”. Quando per il genitore i sospetti diventano certezza, scatta la ricerca delle prove. Disperata. Elisabetta contatta un'agenzia di investigazioni private, la “Pronto detective” con sede a Talenti che installa telecamere nell'abitazione per verificare la fondatezza dei racconti del ragazzo. Nel frattempo si presenta al commissariato San Giovanni. È il 5 agosto 2008 quando scatta la denuncia nei confronti di Claudio (nome di fantasia) che gli agenti raggiungono a casa del ragazzo. Davanti agli investigatori, la mamma del 18enne chiede al figlio di mimare il “gioco del silenzio”, poi gli domanda di indicare la persona che glie l'ha insegnato. “Lui” risponde il giovane, indicando Claudio. Gli elementi che gettano ombre sulla posizione dello psicologo, in servizio da Dario dal 2007, sono tanti. Ma ancora intangibili: i video registrati dalle telecamere piazzate in casa mentre l'uomo era presente sono tuttora al vaglio della polizia, ed è da stabilire pure la data in cui avverrà la perizia sulla capacità di testimoniare del ragazzo, richiesta dal legale di parte.

Dopo la prima fase di accertamenti, il caso viene preso in mano dalla Mobile: è la IV sezione, quella che si occupa dei reati contro le donne e i minori, a portare avanti le indagini. A sostenere Elisabetta nel suo calvario è l'avvocato Teresa Manente, dell'associazione Differenza donna. Lo stesso legale che assiste i fidanzatini protagonisti della brutale violenza di San Valentino, al parco della Caffarella, e decine di donne minori vittime di abusi. Il pm Catia Summaria, titolare dell'inchiesta, ha disposto il sequestro del pc di Claudio e dato il via a diversi accertamenti, ma è presto per i risultati. Una lunga odissea per la mamma di Dario, separata e madre di altri 2 bimbi, in lotta contro l'orco che aveva in casa senza saperlo e con quelle prove difficili da trovare. Ha gli occhi rossi dal pianto ma la tempra di chi non si arrende, Elisabetta. Coda di cavallo e tuta, sembra una ragazzina, ma sono i segni sul suo volto a parlare delle notti insonni, delle ore passate a rincorrere agenti e avvocati. “Non potevo credere che mi mandavano a casa un aiuto gratis - racconta - lui però era un mostro”.

Fonte: EPolis Roma (Giulia Bertagnolio, 01/04/2009)


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