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Distrutto il centro per autistici dell'Aquila. Tutti salvi

Trasferiti con le famiglie dell’Aquila al centro della fondazione “Il Cireneo” di Vasto. Tutti salvi, ma si scava tra le macerie alla ricerca di un operatore. La fondazione: “Ripresi tutti i trattamenti”.

ROMA - Le persone autistiche e le loro famiglie colpite dal terremoto sono al sicuro, anche se il Centro di cura e sostegno alle famiglie con figli autistici dell’Aquila è distrutto e non tornerà più a funzionare a causa dei danni del terremoto. È quanto afferma Germana Sorge presidente della fondazione ‘Il Cireneo’ per l’autismo ed handicap mentale di grande dipendenza di Vasto. La fondazione, che fa capo all’Associazione nazionale genitori soggetti autistici (Angsa) per l’Abruzzo, aveva un centro all’Aquila per bambini, adolescenti, giovani adulti e non scolarizzati, con diciotto persone disabili. La sede centrale della fonazione è a Vasto, dove già dal primo giorno si sono attivati per accogliere i disabili con le loro famiglie.“ Stanno arrivando poco a poco – ha detto Sorge -. Il nostro centro dell’Aquila è stato completamente distrutto, inagibile per via delle crepe e delle rotture. Non è in condizioni da poterla ripristinare”.
Nella sede centrale della fondazione sono arrivate quasi tutte le famiglie colpite dal terremoto che frequentavano il centro dell’Aquila. “Siamo continuamente in contatto sia con la protezione civile che con i vigili del fuoco – ha spiegato Sorge - , ma stiamo programmando le cose al momento a seconda delle necessità”. Famiglie, come possibile immaginare, arrivano a Vasto prive di tutto, oltre che scosse e impaurite. “Alcuni arrivano in ciabatte – ha raccontato Sorge -, non hanno neanche il cellulare per chiedere informazioni o aiuto, mancano anche dell’intimo. Stiamo provvedendo a tutto, dal vestiario fino alle esigenze più immediate. Anche i giochi. C’è una catena di solidarietà enorme”. Tra i primi interventi necessari il sostegno psicologico, sia alle famiglie che ai loro figli. “Stiamo lavorando molto al sostegno psicologico – ha spiegato la presidente della fondazione -, perché il trauma è grande. Con i ragazzi stiamo cercando di capire, oltre al trattamento fatto fino ad oggi, se c’è qualche esigenza particolare. Non c’è uno standard, ognuno arriva con la propria posizione. Talvolta è più grave la condizione della famiglia, in altri casi più del disabile”.
Al cento di Vasto, per gli autistici, sono già ripresi i trattamenti. “Tutte le attività per le persone disabili continuano con i medici che abbiamo. Quello che c’era all’Aquila ora è qui, il trattamento continua”. Ci sono quasi tutti, anche se qualcuno ha deciso di restare sul posto nonostante tutto, nelle tendopoli. “Non tutti sono riusciti ad arrivare – ha spiegato Sorge -, ma arriveranno nei prossimi giorni. Resta comunque una scelta personale che non possiamo imporre. Alcuni sono nelle tende, due si sono rifugiati da parenti ma arriveranno. Sono in due a non aver ancora deciso. Dicono di voler restare lì sul posto per discorsi affettivi, o anche per l’incapacità di prendere una decisione che in questi momenti non è facile lasciare”.
La sede della fondazione dell’Aquila era l’unico punto di riferimento per le persone autistiche presenti in provincia, ma non solo. Alcuni ragazzi arrivavano anche da Teramo. Dai luoghi del sisma, intanto, stanno raggiungendo Vasto anche gli operatori. “Le famiglie e le persone autistiche sono tutte salve – ha detto Sorge -, tranne un educatore di cui ancora non abbiamo notizia, non sappiamo se riusciranno a tirarlo fuori dalle macerie”. Difficile fare previsioni e progetti per il futuro in questi giorni, spiegano dalla fondazione, ma alcune famiglie già chiedono di potersi trasferire a Vasto. “Stiamo facendo ipotesi per il momento – ha detto Sorge -. Non sappiamo ancora fare una programmazione, anche a causa della precarietà della situazione e delle continue scosse. Non sappiamo per quanto riguarda L’Aquila cosa intendano fare le famiglie, che intanto chiedono di restare qui e di poter portare i figli a scuola, ma sono previsioni molto future. Non abbiamo certezze e non sappiamo se sia finita. Saranno qui sicuramente fino a maggio e poi vediamo”.

Fonte: Redattore Sociale (ga, 08/04/2009)


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