Disabili: un'emergenza in più. Le richieste delle associazioni
Stampelle, sedie a ruote, operatori capaci di tradurre in Lis: ecco le esigenze specifiche dai luoghi del terremoto. Fish:”La maggior parte in case e alberghi, in pochi restano nelle tendopoli''.
L’AQUILA – Un’emergenza nell’emergenza è quella che riguarda i terremotati disabili. Il presidente della Fish Barbieri fa il punto a tre giorni dall’appello a mettere a disposizione luoghi adatti all’accoglienza di persone con disabilità, in particolare relazionali o gravissime e dice: “La maggior parte in case e alberghi, in pochi restano nelle tendopoli''. Per quanto riguarda le attività delle associazioni, “la situazione difficile da valutare'': in alcuni casi sono state sospese, altre si coordinano con la Protezione civile, altre ancora agiscono in modo autonomo. All'Aquila tra l’altro sono state distrutte le sedi di Aipd, Angsa e Ens.
L’Ufficio disabili di Montesilvano lancia un appello per sedie e stampelle e intanto mette a disposizione personale qualificato dagli assistenti agli psicologi. L’Apid lamenta l'assenza di coordinamento con la protezione civile: “Le famiglie con figli down dormono in macchina o in roulotte per rimanere vicino a casa, l’assistenza è tutta a carico loro”. Per i sordi è attivo il ''Servizio ponte'' dell'Ens, che dal Piemonte viene esteso a tutto il territorio nazionale. A disposizione un operatore per ''tradurre'' le richieste. Sono oltre 200 le persone sorde che risiedevano nei luoghi del terremoto.
Fonte: Redattore Sociali (09/04/2009)