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Così Virginia scopre l'arte

Un progetto didattico per una bambina non vedente.

COLBORDOLO - Il realismo usato da Giovanni Santi nel fissare sulla tela paesaggi e volti è uno degli elementi che contraddistingue l'arte del padre e primo maestro di Raffaello Sanzio. «La grandezza del padre è esaltata dalla grandezza del figlio» ha detto Lorenza Mochi Onori, sovrintendente per i beni storici artistici ed etnoantropologici delle Marche, curatrice della mostra che in questi giorni nelle sale della Galleria nazionale delle Marche documenta proprio le tappe della formazione artistica del divino pittore. Un nuovo paragrafo della storia dell'arte universale è stato scritto e all'entusiasmo di quanti ritroveranno nel genio urbinate l'impronta creativa del padre e del territorio natale si unisce la gioia intima di una madre, Francesca Camillini di Colbordolo che proprio grazie alla «Visitazione» di Giovanni Santi ha preso atto che per la sua piccola Virginia, 8 anni, cieca dalla nascita, la pittura non sarà quel mistero imperscrutabile che credeva sarebbe stato. Grazie ad un progetto multidisciplinare sostenuto dall'assessorato all'istruzione del Comune di Colbordolo città natale di Giovanni Santi , dalla primaria dell'Istituto comprensivo Pian del Bruscolo e coordinato dall'associazione culturale Etra (specializzata per la didattica dell'arte) in collaborazione con il museo tattile stalale Omero di Ancona, a scuola Virginia ha conosciuto il soggetto della grande tavola di fine '400 che oggi è esposta nella sala del trono del Palazzo Ducale di Urbino e apre, come un monito sulle radici di Raffaello Sanzio, il percorso espositivo di uno degli eventi culturali più importanti del nostro territorio. Come? «Grazie agli esperti del Museo tattile Omero di Ancona dice Antonella Micaletti, docente di didattica dell'arte all'Accademia di Urbino e presidente dell'associazione culturale Etra che da dieci anni è impegnata nella divulgazione del linguaggio artistico nelle sue poliedriche forme abbiamo scomposto l'opera in tavole cosiddette tattili. Attraverso queste, Virginia ha potuto percepire la tecnica prospettica, gli elementi della scena e la volontà espressiva dell'autore. Al percorso conoscitivo è seguito una rielaborazione pratica attraverso un laboratorio che oltre a coinvolgere gli alunni delle seconde classi elementari di Bottega (foto)impegnerà anche i loro genitori». Insomma in vista della grande mostra, l'assessore Sandro Tontardini e le insegnanti hanno pensato bene di aprire la strada verso quello spirito identitario che oltre a rinsaldare il senso comunitario promuove in modo abbastanza diretto conoscenza e partecipazione: «L'obiettivo del progetto spiega Tontardini senza grandi pretese, vuole offrire uno spunto di approfondimento verso un territorio ricco di storia e cultura, ma che a seguito delle ultime dinamiche demografiche appare disperso. Del resto vorrei vedere: dai tremila che eravamo siamo arrivati a seimila abitanti con un tasso d'immigrazione da fuori regione molto elevato». A fare da scenario al progetto didattico d'integrazione è stato il Centro culturale Giovanni Santi, riaperto per l'occasione: «Un centinaio di bambini conclude la Micaletti ha giocato con i colori e i soggetti scelti da Giovanni Santi, nato come loro a Colbordolo e grande artista, padre di Raffaello Sanzio. Il percorso continuerà sperando di offrire degli spunti di valore». In fondo la civiltà è questo, soprattutto questo.

Ulteriori informazioni: www.museoomero.it, www.etra-arte.it, www.accademiadiurbino.it.

Fonte: Il Resto del Carlino (Solidea Vitali Rosati, 09/04/2009)


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