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Scuola, la vittoria di un disabile

Alla fine ha vinto la sua battaglia Giovannina Busia, la mamma del bimbo disabile che rischiava di non avere il “sostegno”. Il suo appello al sovrintendente Pietrella è andato a segno: lo scolaretto avrà a disposizione un'insegnante (forse) per nove ore.

TORTOLÌ - Ha vinto la sua battaglia. Ma ora che il suo bambino disabile potrà contare sull'insegnante di sostegno per la quasi totalità delle ore di lezione vorrebbe che questa sua vittoria diventasse patrimonio di tutte le altre famiglie.
Giovannina Busia, la mamma di Tortolì che si era battuta contro il "sostegno part time" , proprio ieri mattina ha saputo che suo figlio avrà l'insegnante a tempo pieno. «Mi hanno telefonato dalla scuola per informarmi che il mio bambino avrebbe avuto a disposizione altre sei ore di sostegno e che, forse, si sarebbe potuti arrivare all'orario completo, diciotto ore settimanali».
È soddisfatta Giovannina Busia ma, di certo, non si fermerà qui. «Queste battaglia non riguarda soltanto mio figlio ma anche tutti gli altri e vale la pena di sostenerla fino in fondo». Era stata proprio questa mamma, particolarmente a suo agio tra codici giuridici e provvedimenti legislativi, a denunciare pubblicamente la situazione di difficoltà cui vanno incontro genitori e bambini.
E a paventare la possibilità di un ricorso alla magistratura per vedere riconosciuti quelli che reputava diritti sacrosanti. Confortata dalla normativa, che prevede la possibilità di una deroga, e supportata da un esteso movimento di opinione che si è innescato all'indomani dei tagli al sostegno voluti dal Governo centrale, tagli che non garantiscono più il rapporto di un insegnante per ogni alunno, ha dato battaglia.
E alla fine ha vinto: ieri mattina la sua vicenda personale si è conclusa con una telefonata. Il caso di questa famiglia tortoliese, come si è già detto, è emblematico ma purtroppo non è un caso isolato. In Ogliastra sono numerose i genitori che si devono confrontare quotidianamente con la disabilità dei loro figli e con le difficoltà dell'integrazione nelle aule scolastiche. «Il problema - sottolinea la donna che si era rivolta al direttore regionale Armando Pietrella e a quello dell'Ufficio provinciale di Nuoro, Maria Chiara Marrosu - è che troppi, per svariati motivi, rinunciano a far sentire la loro voce». Ma forse dopo questa vicenda, che da privata si è trasformata in una battaglia di principio, molti vorranno seguire il suo esempio.
«Perchè alla fine tutto ciò che siamo chiamati a fare come genitori è assicurare ai nostri bambini la migliore qualità di vita possibile». Una qualità della vita che viene pregiudicata anche dalle piccole cose di ogni giorno. Una barriera architettonica, a volte, è soltanto un cordolo in cemento alto una decina di centimetri ma rappresenta un ostacolo insormontabile per un disabile in carrozzella. E sono ancora tanti gli edifici pubblici, scuole comprese, dove ancora sono presenti le barriere architettoniche. Anche in questo caso, però, la battaglia in nome dei diritti dei soggetti più deboli prosegue grazie all'impegno del comitato Abbattiamo le barriere , una realtà che raggruppa numerosi disabili ogliastrini. Tra gli obiettivi raggiunti dall'associazione, che ha sede a Tortolì in un locale messo a disposizione dall'amministrazione comunale e ha promosso numerose iniziative di sensibilizzazione sulla problematica, la realizzazione delle pedane per le carrozzine dei disabili nelle principali spiagge della cittadina costiera.

Fonte: L'Unione Sarda (Giusy Ferreli, 06/10/2008)


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