Stato-Regioni, accordo su integrazione in classe: arriva la scuola polo
Via libera della Conferenza all’intesa raggiunta da governo, regioni ed enti locali sulle modalità e i criteri per l’accoglienza scolastica e la presa in carico degli alunni con disabilità. Rapporto di un insegnante ogni due alunni disabili in tutta Italia, novità sulla titolarità degli insegnanti.
Una piena accoglienza per gli studenti con disabilità, con un rapporto sul territorio di un docente di sostegno ogni due alunni disabili e nuove disposizioni in materia di titolarità della cattedra. Sono le decisioni assunte nel corso della riunione della Conferenza Stato Regioni che il 27 marzo sera ha approvato sia l'accordo per il rifinanziamento per l'anno scolastico 2008/2009 delle sezioni "primavera", sperimentali per i bambini di 2/3 anni, sia un documento sul "funzionamento e la messa a sistema dell'accoglienza e dell'integrazione degli studenti con disabilità".
Il testo di questo secondo provvedimento ribadisce (come già previsto dall'ultima Finanziaria) che il rapporto tra docenti di sostegno e alunni disabili dovrà essere di uno a due, cioè di un insegnante di sostegno ogni due studenti con disabilità, e che tale dato dovrà essere raggiunto in forma omogenea su tutto il territorio nazionale: attualmente, infatti, il dato nazionale è il risultato di sproporzioni, anche rilevanti, fra le varie regioni italiane: in tutto il sud c'è di media un insegnante di sostegno ogni 1,5 alunni disabili, nelle isole ogni 1,65 alunni per docente, mentre nel Centro Italia il rapporto è di 2,25 alunni disabili per docente di sostegno che in alcune regioni, come il Lazio, raggiunge anche la cifra tre alunni con disabilità per ogni insegnante di sostegno.
Il documento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni prevede anche una novità di rilievo: i docenti di sostegno, anziché essere titolari presso una istituzione scolastica, come capita attualmente, saranno posti in carico ad una unica scuola polo del territorio. Dalla scuola polo, in cui tutti sarebbero considerati titolari, i singoli docenti dovranno poi essere assegnati alle singole scuole, salvaguardando possibilmente la continuità didattica. La volontà è quella di creare una sorta di task force di zona per l'integrazione, anche per utilizzare gli insegnanti di sostegno in base al loro grado di specializzazione sulle singole tipologie di disabilità (alunni ciechi, sordi, autistici, ecc).
In seguito a questi provvedimenti dovrebbe risultare nel corso del tempo un certo grado di movimento di insegnanti sul territorio, anche in considerazione della non coincidenza fra sede di titolarità e sede di servizio: poiché la normativa prevede che il rapporto nazionale di uno a due si raggiunga attraverso "compensazioni fra province", è ipotizzabile un taglio di posti di sostegno al sud per portarli al centro-nord. Una eventualità che, anche a giudicare dal numero di ricorsi alla magistratura attuati negli ultimi anni dalle famiglie degli studenti disabili, creerà non poche polemiche.
Fonte: Superabile.it (22/03/2008)