Il paparazzo, il senatore e l'auto che non c'è: farsa in 5 atti
Augusto Massa, candidato del Pd per Palazzo Madama, al centro di una grottesca vicenda: pizzicato ad aver parcheggiato la sua Audi in una zona proibita, prima ha ammesso la colpa, poi ha detto che l'auto non era sua. Le denuncia di un cittadino che ha documentato il fatto con una foto.
Il paparazzo, il senatore, e la sosta per disabili. Ovvero: commedia in cinque atti che - finalmente -movimenta una campagna elettorale che più moscia non si può. Almeno in Molise
Atto primo - Lunedì 17 marzo arriva alle redazioni la lettera di un cittadino (che si firma con nome e cognome) accompagnata da una foto. Nell'immagine si vede una Audi 80 - piuttosto vecchiotta, va ammesso - parcheggiata sotto il cartello che indica una zona di sosta riservata ai disabili e sotto il quale campeggia un'altra scritta: "Ti cedo il mio posto se ti prendi il mio handicap".
Atto secondo - Quel cartello è stato fatto aggiungere dal Comune di Campobasso nel corso di una campagna di sensibilizzazione sui diritti degli handicappati avviata alcuni anni fa dall'ex sindaco del capoluogo molisano, Augusto Massa. Ma ecco la notizia: l'Audi 80 parcheggiata sotto il cartello dell'area riservata e immortalata nella foto dal cittadino-paparazzo è proprio di Augusto Massa, ora non più sindaco, ma senatore del Partito Democratico e nuovamente candidato per Palazzo Madama alle politiche del 13 e 14 aprile. Il quale, va precisato, non è portatore di alcun handicap.
Atto terzo - Nella lettera recapitata alle redazioni, il cittadino-paparazzo è molto preciso. Dice che la foto è stata scattata alle 12.06 di sabato 15 marzo in piazza Pepe, e che il senatore Massa, una volta sceso dall'auto è entrato nel vicino bar Lupacchioli per sorseggiare un aperitivo al banco, magari scambiando qualche dotta opinione politica con qualche compagno di partito. La lettera, fra l'altro, inizia così: «Si attende cortese smentita».
Atto quarto - La smentita arriva martedì mattina, 18 marzo. Il senatore Massa redige un comunicato in cui fa mea culpa. Ma con una precisazione non da poco: «Mi preme specificare che la foto trae in inganno per la prospettiva. Sabato scorso ho sì parcheggiato in piazza Pepe, ma di fianco al parcheggio riservato ai portatori di handicap. Ho parcheggiato in pratica sulle strisce gialle che segnalano l'inizio della zona riservata agli autobus urbani. Sicuramente in difetto del codice della strada, ma nel rispetto, almeno, delle persone meno fortunate. Un malcostume quello di occupare i posti riservati ai disabili che non mi appartiene. Non appartiene al mio modo di vivere e di conseguenza di fare politica».
A questo punto la polemica potrebbe finire qui, la commedia terminare, e gli spettatori tornarsene a casa convinti che il senatore è un automobilista indisciplinato, ma rispettoso dei diritti dei più deboli. In sintesi: a lui un voto basso, ma non troppo.
Purtroppo, però, lo stesso Massa - chissà, forse in un impeto di autolesionismo - si fa cogliere da un raptus di auto-assoluzione e trasforma la commedia in una farsa, neppure troppo divertente. Infatti...
Atto quinto - Nel pomeriggio dello stesso martedì viene recapitata dalla segreteria del senatore una nuova lettera di smentita. Lunare nella sua eccentricità: «Quella macchina non è del senatore Massa - si legge nel documento - la sua infatti è targata CB235806 e non CB 255806». Ma come? Il senatore aveva ammesso di aver parcheggiato sabato alle 12.06 in quel posto, aveva precisato di non aver comunque occupato l'area per handicappati, e ora nega tutto? Fra l'altro quella auto non può essere che la sua visto che la vettura targata CB 255806 non esiste e non è mai esistita: prima che si arrivasse a quella cifra è stato infatti cambiato il metodo di numerazione delle targhe.
Finale - Il senatore Massa non solo è un automobilista indisciplinato, ma è anche uno di quei politici che pensano di poter raccontare frottole a piacimento. Tanto ci sono le liste bloccate.
Sipario.
Fonte: www.primonumero.it (Cesare Carrara)