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Un museo tattile di scienze naturali del lago e della montagna

Inaugurato a dicembre, a Trarego Viggiona (Verbania), l'allestimento di un "Museo tattile di Scienze naturali del lago e della montagna". E' una vera novità, per quel che ne sappiamo, perché è vero che negli ultimi anni diversi musei grandi e piccoli hanno predisposto percorsi e postazioni tattili, ma è la prima volta che ne nasce uno interamente pensato per un approccio di tal genere.

VERBANIA. E' interessante, perciò, conoscere nelle sue linee fondamentali la genesi di un progetto la cui conclusione è stata accompagnata da una grande attesa.
L'idea di realizzare un Museo Tattile a Trarego, spiegano gli organizzatori, è nata qualche anno fa dalla convergenza di intenti di tre soggetti.

Tre promotori, un solo progetto.

Il primo soggetto promotore è la Comunità Montana Alto Verbano, che desiderava «creare uno spazio in cui potessero essere raccolte e rappresentate, con finalità didattiche e turistiche, le principali peculiarità naturalistiche ed ambientali presenti su di un territorio (lago, collina, montagna) che sinteticamente riconduce all'ambito della provincia» di sua competenza.
Il secondo soggetto è la progettista Elide Del Negro, studiosa ed operatrice a livello scientifico nel campo dell'handicap visivo, che intendeva «dar vita ad un "laboratorio tattile" ovvero ad un luogo in cui fosse possibile "vedere con le mani" e quindi sperimentare ed elaborare esperienze sensoriali, coinvolgendo tuttavia anche coloro che non fossero portatori di handicap».
Il terzo soggetto è il Comune di Trarego Viggiona che ha messo i locali della propria scuola, chiusa da tempo, a disposizione di questa inedita proposta.
Il Museo, quindi, «ha potuto trovare "casa" in una località che coniuga i connotati solidaristici e didattici con le necessità di una fruizione e di una promozione anche sotto il profilo turistico».

Un sogno che sta diventando realtà.

La traduzione di questa idea in una realtà ha richiesto un "lavoro di gruppo" che ha coinvolto numerose persone ed istituzioni. In particolare, poi, per far fronte alle «ingenti risorse economiche necessarie» è intervenuta la Fondazione Cariplo, con un generoso finanziamento senza il quale «il sogno del museo sarebbe rimasto tale per lungo tempo».
Ma il sogno è andato concretizzandosi: dalla primavera di quest'anno il nuovo Museo Tattile di Scienze Naturali del lago e della montagna di Trarego Viggiona, istituito come museo civico, potrà ospitare «persone o gruppi con e senza disabilità sensoriali e/o motorie, bambini, adolescenti, adulti e visitatori in genere» interessati a conoscere, toccando con mano (letteralmente!) gli ambienti ricostruiti nei diorami che si snodano lungo oltre 200 metri quadrati di superficie espositiva.
Aperto nell'edificio delle ex scuole elementari del paese, sarà - promettono - «un museo vivo, gestito da un comitato tecnico-scientifico con la collaborazione degli enti locali (Comune e Comunità Montana), delle associazioni di volontariato (con la Pro Loco in prima fila) e dai residenti». I quali vedranno rivivere la propria scuola, ospitando quello che per tutti loro è ormai diventato "il nostro Museo".

Il percorso museale.

Il percorso espositivo è articolato in diversi diorami che propongono ricostruzioni di ambienti con l'utilizzo di piante vive ed animali naturalizzati, oltre ad oggetti ed elementi naturali (rocce, frutti, bacche, legni, nidi, foglie etc).
Ben sette gli ambienti proposti. I primi quattro: l'alpeggio (con strumenti e oggetti che parlano del rapporto uomo/ambiente in territorio montano), l'alveare con i suoi strumenti e prodotti (non solo da toccare, ma anche da assaggiare), l'alta quota (con gli animali e la vegetazione caratteristica), le rocce (con alcuni campioni delle montagne della zona).
E ancora: l'abetaia (con il profumo e le sensazioni delle piante resinose locali), il bosco collinare (con faggi, castagni, e una moltitudine di animali: dalla volpe al tasso e ai diversi uccelli diurni e notturni) e infine il canneto (con la sua vegetazione e fauna particolare).
Va precisato, infine, che accanto alle sensazioni tattili sono proposte anche sensazioni uditive, con sottofondo sonoro che riprende i suoni della natura e degli animali. Inoltre, come corollario del percorso museale: due aule-laboratorio, dove fare esperienze pratiche.

La mascotte? Un simpatico gufo.

Un'ultima curiosità riguarda la mascotte del Museo, un piccolo gufo che strizza l'occhio. Qual è il motivo di questa scelta? La risposta al quesito: «oltre all'aspetto naturalmente simpatico e buffo, il gufo si presta anche ad un chiave di lettura legata alle finalità del museo. Infatti, è un uccello che si muove nella notte... quindi in condizioni in cui la vista è messa in difficoltà, a vantaggio degli altri sensi» (è noto che il gufo ha un udito straordinario).

E perché il vostro gufo fa l'occhiolino a chi lo guarda? «Così facendo porge ai visitatori un invito: "provate anche voi a chiudere un occhio, e magari anche tutti e due. Riuscirete ugualmente a scoprire nel nostro Museo molte cose..."».

Per saperne di più:
Info: Comunità Montana Alto Verbano, tel. 0323-40 11 77
www.cmaltoverbano.it

Fonte: La Gazzetta Web (16/03/2008)


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