Personal tools
You are here: Home Archivio News News 2008 News Maggio 2008 L'integrazione incompiuta ovvero un'omissione e un rimpianto
Navigation
Log in


Forgot your password?
New user?
 
Document Actions

L'integrazione incompiuta ovvero un'omissione e un rimpianto

L'omissione è quella riguardante la troppo spesso inesistente presa in carico degli alunni con disabilità da parte di tutti gli insegnanti. Il rimpianto è provocato dal fatto che l'integrazione scolastica frequentemente è fine a se stessa e quasi mai, dopo la scuola, riesce a trasformarsi e a proseguire come inclusione sociale.

Pubblichiamo l’intervento di Giorgio Genta (Federazione Italiana ABC - Associazione Bambini Cerebrolesi), apparso su Superando.it il 06/05/2008, riguardante il progetto “Dopo la scuola - Dall'integrazione scolastica all’inclusione sociale”.

 

 

Celebrando, come è giusto, quanto di buono ha portato l'applicazione trentennale dell'integrazione scolastica e le trasformazioni che essa ha provocato nella società, viene tuttavia spontaneo pensare anche a quanto è rimasto incompiuto.
A giudizio delle nostre famiglie sono essenzialmente due i punti dolenti: la quasi generalizzata mancanza dell'effettiva presa in carico dello studente con disabilità da parte di tutti i docenti e la traumatica fine del processo di integrazione e di inclusione sociale che avviene fatalmente con la fine della scuola.

Un’omissione e un rimpianto, dunque. Per quanto riguarda la troppo spesso inesistente presa in carico da parte di tutti gli insegnanti e non del solo insegnante di sostegno, essa ha origini burocratiche e culturali. Burocratiche perché mancando l’obbligatorietà e il conseguente riconoscimento pratico dell’utilità dei corsi di aggiornamento per tutti i docenti sulle tematiche relative allo studente con disabilità, viene a mancare la base di informazioni necessaria alla conoscenza del "problema" e delle modalità atte a risolverlo; anzi è proprio tale "ignoranza" a creare il "problema" che un’adeguata "sapienza" annullerebbe e trasformerebbe in occasione di crescita culturale e umana.

Il rimpianto, poi, è provocato dal fatto che l’integrazione scolastica spesso è fine a se stessa, termina quando si conclude la scuola e, specialmente per gli studenti con disabilità più grave, quasi mai riesce a trasformarsi e a proseguire come inclusione sociale.
Per proporre una possibile soluzione a quest’ultimo problema, alcune nostre famiglie, in stretta collaborazione con le scuole e il distretto sociosanitario, hanno elaborato il progetto denominato Dopo la scuola - Dall'integrazione scolastica all’inclusione sociale che contiamo di presentare quanto prima.

 

Giorgio Genta


Powered by Plone CMS, the Open Source Content Management System

This site conforms to the following standards: