Personal tools
You are here: Home Archivio News News 2008 News Maggio 2008 La disabilità vista attraverso la metafora del viaggio
Navigation
Log in


Forgot your password?
New user?
 
Document Actions

La disabilità vista attraverso la metafora del viaggio

Presentato alla Fiera di Padova ''Intervista col disabile''. Tra i temi affrontati: supporti tecnologici, leggi, strutture di sostegno. L'autrice Minni Luongo: ''L'ostacolo più grande è ancora la cultura''.

La disabilità vista attraverso la metafora del viaggio

Minnie Luongo

Un libro che, attraverso la metafora del viaggio, passa in rassegna una serie di temi legati alla disabilità: supporti tecnologici, leggi, strutture di sostegno della società. Questo è “Intervista con il disabile, viaggio tra cime e crepacci della disabilità”, a cura di Minnie Luongo e Antonio Giuseppe Malafarina. Eppure, contrariamente a quanto dice il titolo, il libro non è un'intervista, bensì una raccolta di contributi di 16 esperti che, nei vari campi di competenza, raccontano l'handicap. In televisione, in architettura, nello sport, nella storia: la disabilità viene vista a 360 gradi, ma anche con un tocco di ironia, perché su questo si può riuscire perfino a sorridere.
Il libro è stato presentato nel corso di Civitas a Padova da Minni Luongo, che spiega le origini del progetto: “L'idea è nata dal mio coautore, che a 18 anni ha fatto un tuffo per festeggiare la patente appena conquistata ed è rimasto tetraplegico. Ora ha 38 anni e vive grazie al computer vocale. Il nostro lavoro è uscito a fine 2007 e a distanza di un mese dalla pubblicazione è dovuto andare già in ristampa e per noi è stata una grande soddisfazione”. E aggiunge: “Antonio è convinto che la disabilità trovi maggiori difficoltà nella vita normale che nello sport. Per questo abbiamo ideato questo ‘viaggio' letterario”.
Un viaggio che, come dice il titolo, si immerge tra le cime e i crepacci della disabilità. Ma qual è l'ostacolo più grande? “Sicuramente quello della cultura – commenta l'autrice –: finché non ci renderemo conto che tutti in qualche modo siamo o diventeremo disabili, perlomeno quando saremo anziani, le barriere rimarranno. Un altro crepaccio è quello causato dal luogo comune per cui i disabili sono tutti o estremamente intelligenti oppure poverini”.
E non va meglio per quel che riguarda le barriere architettoniche, come evidenzia nel suo contributo l'architetto Gae Aulenti. “Nelle grandi città – aggiunge Luongo – se sei disabile non puoi prendere la metropolitana perché il più delle volte i servoscala non funzionano e ci sono pochi ascensori”. Centrale nel libro, che si avvale della presentazione di Candido Cannavò, è poi l'intervento di Luca Pancalli. Ad hoc, inoltre, le vignette di Giannelli, per trattare il tema anche con un po' di ironia. “L'importanza di questo libro è il fatto che per primo ripercorre la storia della disabilità: come nasce, come si evolve, questioni di cui nessuno si era occupato finora”.

Fonte: Redattore Sociale (gig, 13/05/2008)


Powered by Plone CMS, the Open Source Content Management System

This site conforms to the following standards: