Il mondo tattile dei libri per bimbi di Munari
Inaugurata martedì 29 aprile 2008, nel padiglione Galileo Galilei della Fondazione Idis-Città della Scienza la mostra "Vietato non toccare. Bambini a contatto con Bruno Munari".
E' stata inaugurata martedì 29 aprile, nel padiglione Galileo Galilei della Fondazione Idis-Città della Scienza, alla presenza dell'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli Giulio Riccio, del presidente della Fondazione Idis-Città della Scienza Vittorio Silvestrini e del direttore generale della stessa Fondazione Luigi Amodio, la mostra "Vietato non toccare. Bambini a contatto con Bruno Munari". Si tratta di un omaggio al lavoro dell'artista dedicato ai bambini più piccoli: è infatti una mostra-gioco per i bimbi dai due ai sei anni. Sono giochi e esperienze a misura di piccolissimi, che Bruno Munari attraverso le sue opere ha loro dedicato.
La mostra è stata ideata dal Muba-Museo dei bambini di Milano in collaborazione con la Abm-Associazione Bruno Munari e le edizioni Corraini, e giunge a Città della Scienza dopo il clamoroso successo ottenuto alla Triennale di Milano. Nella progettazione della mostra sono stati selezionati, tra la vasta produzione di Munari, i temi più vicini alla sensibilità, alla curiosità e alle esigenze dei più piccoli creando un percorso di gioco impostato sulla scoperta, sulla meraviglia, sull’esperienza tattile e visiva e sulla sperimentazione del manipolare, del comporre e dello scomporre. I bambini in visita alla mostra iniziano il loro percorso scoprendo, dentro scatole apparentemente tutte uguali, oggetti e giochi ispirati a progetti e libri di Bruno Munari: si gioca con i sassi del mare, si prova a parlare con le mani, come l’artista suggeriva nel "Supplemento al dizionario italiano"; si scopre, in un gioco di scatole cinesi, una formichina, proprio come in certi libri per bambini di Munari. Il tema della meraviglia delle piccole cose e dello stupore costituisce l’introduzione della mostra. Un percorso tattile conduce i bambini ad esplorare con le mani e con tutto il corpo le molteplici sensazioni che derivano dalla sperimentazione fisica dei materiali più diversi: si entra in delle nicchie rivestite di cachemire, di pelle, di metallo, di plastica: un’esperienza plurisensoriale e plurimaterica porta a "guardare con le mani e a sentire con gli occhi", attraverso un gioco motorio coinvolgente ed emozionante. Nel gioco "Più e meno", che Munari realizzò nel 1970 - i bambini, singolarmente o in gruppo, giocano a comporre con tessere trasparenti, su tavoli retroilluminati, paesaggi verosimili o fantastici. "Ogni tessera", raccontava Bruno Munari, "porta stampato un colore diverso, una immagine di una possibile composizione ideale: un albero, altri alberi, un muretto, un ponte, delle nuvole bianche, una nuvola nera, un omino, un cagnolino, un camioncino, una ragnatela, un pipistrello, una finestra, un volo di passeri, il mare, una barca, un aereo...Tutte queste immagini possono essere combinate per sovrapposizione. Le combinazioni possibili sono qualche miliardo". Lo stupore, la meraviglia, l’esplorazione sensoriale, l’intuizione e la creazione visiva sono tappe di un percorso che accompagna alla scoperta dei "Prelibri", realizzati da Munari nel 1980 per i bambini che non sanno ancora leggere. "Nei libri c’è il sapere, grazie ai libri l’individuo può aumentare le conoscenze dei fatti e capire molti aspetti di quello che succede, i libri aiutano a vivere meglio. Come si fa a far capire ciò a quella gente che ha deciso di non interessarsi mai più di quegli oggetti che si chiamano libri, solo perché, a scuola, sono stati costretti a leggerne di noiosi e difficili?" si chiedeva Munari. "La soluzione di questo problema sta nell’occuparsi degli individui mentre si formano, nei primi anni della loro vita. Si potrebbe progettare un insieme di oggetti che sembrano libri, ma che siano tutti diversi per informazione visiva, tattile, materica, sonora, termica".
Nascono così piccoli libri, maneggiabili dalle mani dei bambini, costruiti con forme, colori, buchi, rilegature e materiali inusuali, fonte di curiosità e di sorpresa. Doverosa qualche parola su Bruno Munari, nato nel 1907 e scomparso nel 1998, e divenuto uno dei più grandi artisti del nostro novecento, un personaggio unico ed eccezionale, uno dei massimi protagonisti dell'arte, del design e della grafica del XX secolo, che ha dato contributi fondamentali in diversi campi dell'espressione visiva - pittura, scultura, cinematografia, design industriale, grafica e non visiva - scrittura, poesia, didattica - con una ricerca poliedrica sul tema del gioco, dell'infanzia e della creatività.
E qualche notizia va data anche sulla "Associazione Bruno Munari", fondata nel 2001 con l’intento di promuovere la diffusione dell’opera e del "Metodo Bruno Munari". Lo scopo dell'associazione è promuovere e sviluppare il Metodo nella Scuola, nei Musei, nelle Biblioteche, ovunque si ritenga importante lo sviluppo del pensiero progettuale creativo.
I laboratori per bambini "Giocare con l’Arte", del 1977, sono stati la prima realizzazione del progetto educativo di Bruno Munari. La metodologia didattica è basata sul "fare per capire", sul dire "come" - e non "cosa" - fare. Il laboratorio è un luogo di creatività e conoscenza, di sperimentazione, scoperta e autoapprendimento attraverso il gioco: è il luogo privilegiato del fare capire dove si costruisce il sapere. Ma è anche un luogo di incontro educativo, formazione collaborazione.
La visita guidata alla bella e suggestiva mostra "Vietato non toccare" dura 75 minuti. L'ingresso è a orario fisso e a numero chiuso. Agli insegnanti che prenotano la visita verrà consegnata una guida, edita da Fila Giotto, per continuare l’esperienza a scuola. La mostra resterà a Città della Scienza fino al 27 luglio.
Fonte: Denaro.it (Fabio Amodio, 26/04/2008)