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Tagli alla scuola: a rischio l'integrazione?

Per ora è solo un timore, che nasce dalla finanziaria triennale, e da alcune dichiarazioni del ministro Gelmini.

Tagli alla scuola: a rischio l'integrazione?

Mariastella Gelmini, Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca

L'intervista, il ministro, l'ha rilasciata al Sole 24 Ore.
Parliamo di Mariastella Gelmini, neo ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca.
Che spiega la manovra finanziaria che prevede la riduzione di 70 mila cattedre e 40 mila posti di personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario) previsti nella manovra finanziaria triennale del governo.
Con un risparmio stimato in circa 3,2 miliardi di euro: 456 milioni per il 2009, 1.650 milioni per il 2010, 2.538 da raggiungere nel 2011 e 3.188 milioni a decorrere dal 2012.
Cifre da sommare ai risparmi già previsti dalla Finanziaria 2007, per complessivi 4,6 miliardi.

"La scuola - ha spiegato il ministro al quotidiano di Confindustria - è prima di tutto un servizio, di cui dobbiamo abituarci a misurare i costi, i benefici, la qualità, il grado di soddisfazione degli utenti e di coloro che vi lavorano.
Sul versante della razionalizzazione consideriamo, ad esempio, che in Italia abbiamo 200mila docenti in più della Germania che ha 20 milioni di abitanti in più. E il personale Ata è il più numeroso d'Europa
".
Ciò nonostante da settembre saranno immessi in ruolo 25 mila insegnanti e 7 mila Ata, tutti pescati nell'universo dei precari, "per rispondere ai precedenti impegni presi, compatibilmente con la sostenibilità economica disponibile" fanno sapere dal ministero.
Dati che l'opposizione contesta: «Le 25mila assunzioni sono la metà esatta di quanto previsto dalla Finanziaria 2008 e dei posti effettivamente vacanti», ha commentato la senatrice Mariangela Bastico (Pd), ex viceministro dell'Istruzione.

Ma se stiamo parlando di questo argomento c'è un motivo ben preciso.
Cioè gli insegnanti di sostegno.
Intanto è intervenuta l'Anief, l'Associazione Nazionale Insegnanti ed Educatori in Formazione che in proposito ha precisato: "I 200 mila insegnanti in più sono dati per la metà dagli insegnanti di sostegno e per l’altra metà dall’esigenza di garantire l’istruzione su tutto il territorio nazionale, dalle montagne alle piccole isole, alle scuole a rischio".

Secondo punto, di cui molti hanno paura: se si taglia così tanto, non si rischierà di indebolire l'insegnamento di sostegno? Riducendo il numero dei docenti a disposizione per questo delicato compito?
Per ora è solo un sussurro. Lo si dice piano, proprio perché non accada. Ma se diventasse una realtà, si rischia davvero il patatrack.
Vi terremo aggiornati.

Leggi l'intervista completa sul sito del Sole24 ore, a questo link.

Fonte: Disabili.com (28/06/2008)


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