Salute. Amami, Fish e Abc: anche un Fondo per le vittime fra le richieste
Le tre realtà siglano un’alleanza per porre un freno al dilagante fenomeno dei contenziosi dovuti a errori medici o malasanità: ecco le proposte principali. Melazzini: “Necessario recuperare il rapporto fra medico e paziente”.
Creare un osservatorio dell'errore medico e del contenzioso medico-paziente, che serva a conoscere la reale entità del fenomeno e a individuare le aree di criticità e di eccellenza. E' una fra le richieste elaborate e condivise da Fish e Abc, rappresentanti degli operatori sanitari, e da Amami, l'associazione dei medici accusati di malpractice ingiustamente, realtà incontratesi nel corso di un convegno a Roma per stipulare assieme un'alleanza "culturale e fattiva" tra operatori e utenti dei servizi sanitari per porre un freno al dilagante fenomeno dei contenziosi dovuti a errori medici o malasanità. Chiesta anche l'istituzione di un Fondo vittime dell'alea terapeutica", per risarcire gli utenti vittime di complicanze non prevenibili e incomprimibili insite nelle cure. "Ma il risarcimento non è il nostro principale interesse - ha affermato Pietro Barbieri, presidente della Fish - . Ciò che davvero interessa le persone disabili o malate croniche a causa della malasanità è la prevenzione. Dobbiamo chiudere il rubinetto, cioè aggredire le cause che sono fonte di disabilità e malattie".
Un'altra richiesta avanzata con forza dalle associazioni è che sia promossa la via conciliativa extra giudiziale per risolvere i contenziosi e che "il comportamento delle strutture sanitarie sia sempre orientato alla ricerca delle cause che hanno prodotto l'incidente". Un atteggiamento oggi assai poco diffuso, come ha denunciato Roberto Santi, presidente di Fond_Azione e autore del libro "Camici Sporchi": "La cultura del risarcimento e la paura fanno sì che l'errore non emerga mai, ma sia considerato come spazzatura da nascondere sotto il tappeto". E' necessario infine "recuperare l'importanza del rapporto tra medico e paziente - ha detto Mario Melazzini, medico e paziente al tempo stesso nonché presidente dell'Aisla - Il tempo di questo rapporto non può essere quantizzato. Oggi invece il minutaggio è imposto dalle aziende: accade così che per una prima diagnosi oncologica siano concessi 13 minuti. Tutto questo è impensabile". Secondo i dati dell'Ania risalenti al 2004, in un anno sono circa 7.500 le richieste di risarcimento verso medici, altrettante verso le aziende.
Fonte: SuperAbile.it (cl, 09/07/2008)