Roma, il Terzo Settore a confronto con la Provincia: pagamenti e partecipazione
Rafforzamento della funzione, dei poteri e delle competenze dei 17 distretti sociosanitari, coordinamento provinciale dei Centri anziani dei 121 comuni della provincia, banca dati dei servizi e delle strutture sociali e sanitarie presenti sul territorio. Incontro programmatico e ricco di interventi a Palazzo Valentini: tre ore di confronto per aprire una nuova stagione di governance partecipata.
ROMA - Semplificazione amministrativa, pagamenti più rapidi, tavoli di partecipazione e confronto, riconoscimento del terzo settore come interlocutore e soggetto progettuale, protocolli di intesa, progettazione di ampio raggio e di qualità, avvio del Centro studi e documentazione sulle politiche Sociali: queste, in sintesi, le richieste fatte ieri dal Terzo Settore alla Provincia di Roma.
Un dibattito ricco di interventi, aperto dall'introduzione dell'assessore alle politiche Sociali, Claudio Cecchini. "Dopo cinque anni con il Presidente Gasbarra, muoviamo i primi passi in questa nuova e rinnovata responsabilità. Lo facciamo come lo abbiamo sempre fatto: con i tavoli di partecipazione (sono già tre quelli riuniti dalla Provincia in questo mese e mezzo: quello con i presidenti di tutti i centri anziani della Provincia, quello con i 17 distretti sociosanitari e quello di oggi con il terzo settore, ndr), con il sostegno ad un'idea di area metropolitana che ci consenta di superare le divisioni gestionali del territorio oggi esistenti e di avviare una progettazione di area vasta, con il metodo, infine, che impone alla Provincia di fissare le regole e verificare i servizi e al Terzo Settore di avviare un processo di competizione sulla qualità dell'offerta".
Due, in questa direzione, le linee proposte dalla Provincia: la solidarietà come sistema di rete e le politiche di intervento diretto. In merito al primo punto, le principali proposte emerse dall'intervento dell'assessore Cecchini sono il rafforzamento della funzione, dei poteri e delle competenze dei 17 distretti sociosanitari; la definizione di un modello di governance delle politiche Sociali della Provincia di Roma; il coordinamento provinciale dei presidenti dei Centri anziani dei 121 comuni della provincia; la banca dati dei servizi e delle strutture sociali e sanitarie presenti sul territorio - strumento essenziale quest'ultimo per valutare, organizzare e monitorare il piano di zona provinciale e il sistema integrato dei servizi -; il centro di studi e documentazione sulle politiche sociali che sia anche scuola di formazione e aggiornamento; la struttura di sostegno alla cooperazione sociale al volontariato e infine il potenziamento del protocollo che riserva il 5% degli appalti della provincia a favore delle cooperative sociali che inseriscono persone con disabilità e ex detenuti.
"La trasparenza" ha rassicurato Nicola Zingaretti, presidente della Provincia, presente al dibattito "vale soprattutto nelle politiche sociali. Già oggi è partita la direttiva per il monitoraggio di quel 5% di appalti da riservare alla cooperazione sociale integrata e, anche sul ritardo dei pagamenti, la Provincia è impegnata in un cambio di banca". Solidarietà e responsabilità sono le linee guida della Provincia, soprattutto alla luce del nuovo bisogno di sicurezza, a cui "la peggior risposta che possiamo dare" continua Zingaretti "è quella del tutti contro tutti: la battaglia vera, per ridare sicurezza alle famiglie e ai cittadini, deve essere quella di aggredire il disagio sociale. Là dove c'è povertà, c'è disagio, mancanza di servizi, odio e, dunque, insicurezza".
Il tutto, naturalmente, alla luce del Patto di Stabilità di Tremonti che vedrà il budget della Provincia scendere di qualche milione di euro. Un taglio a cui la Provincia e il suo Presidente rispondono con una proposta a Comune, Regione e Governo: "perché non sottoscriviamo tutti un patto per la lotta alla povertà? Questa è la sicurezza".
Fonte: SuperAbile.it (eb, 02/07/2008)