Maltrattò studente disabile. Insegnante rinviata a giudizio
Maltrattato dalla professoressa che avrebbe dovuto assisterlo, umiliato al punto da perdere sei chili ed essere costretto ad abbandonare la scuola. Una brutta storia, quella che vede protagonista uno studente disabile di 16 anni che frequentava l'Istituto Einaudi di Rimini.
RIMINI. Qualche giorno fa, per l'insegnante di sostegno è stato chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di maltrattamenti continuati. Il ragazzo si muove solo con una sedia a rotelle, ha qualche difficoltà anche alle mani e un lieve ritardo. Ma è anche è pieno di interessi e di voglia di fare, con una passione per la tecnologia e la radio, espertissimo di computer e figlio di una famiglia benestante che l'ha sempre fatto seguire da una psicologa. Gli piaceva andare a scuola e stare in mezzo ai compagni. Nessun problema, fino al novembre del 2006, quando era arrivata una nuova insegnante di sostegno. Erano stati i suo malesseri, che via via si erano fatti sempre più frequenti, a insospettire i genitori. Quei mal di stomaco che arrivavano quando era ora di andare a scuola, i chili che perdeva a vista d'occhio, e soprattutto il suo silenzio. Papà e mamma avevano deciso di andare a fondo, ed erano stati proprio i compagni di scuola a svelare ai genitori la vera ‘malattia' del loro compagno. Tutti avevano puntato il dito su quella nuova insegnante di sostegno che, secondo i loro racconti, maltrattava il ragazzo, fino a rasentare la crudeltà. Per una settimana era stato costretto a stare con il banco faccia al muro, per non parlare delle frasi che gli rivolgeva. «Sei sporco», gli diceva, «tua madre non ti lava». L'insegnante ci impedisce di aiutarlo, avevano raccontato gli altri studenti addolorati, lo tiene lontano da noi, e lo prende in giro.
A quel punto, i genitori, assistiti dall'avvocato Maria Luisa Trippitelli, avevano deciso di rivolgersi al preside, anche perché nel frattempo il figlio era crollato, rifiutandosi di entrare in classe. Il capo di istituto si era mosso seduta stante, ma il passo successivo era stata la denuncia presentata dalla famiglia. Nel corso dell'inchiesta, gli inquirenti hanno ascoltato tutti i compagni di scuola, i quali hanno confermato all'unanimità i maltrattamenti.
Fonte: Il Resto del Carlino (04/07/2008)