La pedana non c'è: un ragazzo disabile prigioniero di un treno
E' accaduto a Scalea, destinazione scelta per il proprio soggiorno dal ragazzo, su indicazione di una Asl romana. Gli organizzatori non avevano verificato se Trenitalia avesse dotato la stazione dell'ausilio. La denuncia di Parent Project: “ In Italia su 2,5 milioni di persone disabili il 15,6% utilizza il treno. Ma su oltre 2700 stazioni ferroviarie, solo il 16% è privo di barriere architettoniche”.
Doveva scendere a Scalea per passare lì le sue vacanze, ma ha rischiato arrivare fino a Reggio Calabria per poi far ritorno a Roma, da dove era partito. Vittima di questa assurda vicenda un ragazzo distrofico, che per la prima volta aveva scelto di andare in vacanza senza i genitori. Ma per colpa di una pedana che non c'era, sono stati proprio i genitori a dovergli portare la sedia a ruote fino in Calabria. La Asl romana che aveva organizzato il soggiorno del ragazzo, infatti, non aveva verificato che Trenitalia avesse dotato la stazione di destinazione dell'ausilio necessario a garantire la discesa dei passeggeri disabili.
Il caso è stato denunciato da Parent Project, l'associazione dei genitori contro la distrofia muscolare Duchenne e Becker. "In Italia - denuncia l'associazione - su 2.500.000 di persone disabili il 15,6% utilizza il treno ma, malgrado l'integrazione delle persone con disabilità nella vita quotidiana rientri nel più ampio principio di uguaglianza garantito dall'art. 3 della Costituzione, su oltre 2700 stazioni ferroviarie, solo il 16% è privo di barriere architettoniche".
"La cosa che sorprende di più - ha dichiarato la famiglia - è che l'organizzazione di questi soggiorni è affidata all'impegno personale di poche persone che non hanno a disposizione nessun documento che certifichi l'effettiva assenza di barriere. Come genitori dovremmo dire grazie a chi si è dato da fare per consentire a nostro figlio di fare questa vacanza ma vorremmo sapere come sia possibile organizzare questi soggiorni con così tanta leggerezza. Oggi, grazie ad internet e al lavoro di molte associazioni, sono disponibili tantissime informazioni per organizzare dei viaggi accessibili a tutti. Ci chiediamo perché ancora ci sono tante barriere anche mentali; non vorremmo scoprire che, come in molte altre situazioni, visto che la responsabilità è di tutti allora nessuno è responsabile".
Fonte: SuperAbile.it