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Il giardino che non si vede

Un giardino per chi non può vedere. Da annusare, toccare, ascoltare. Lo hanno creato, all´interno del parco dell´Istituto tecnico agrario alle Cascine, gli studenti della V B Agro-ambientale con l´aiuto dei loro insegnanti, della Scuola Nicolodi per non vedenti, della Stamperia Braille e di Emiliano, un giovane di Venezia che ha perso la vista in un incidente di moto e ha ispirato e incitato i ragazzi a realizzare il progetto «Accendiamo il buio».

FIRENZE - Il giardino, che può essere visitato su prenotazione, ha la forma di un trapezio, delimitato su tre lati da una vecchia canaletta di acqua. Camminamenti in cemento, recuperati da un antico vivaio, lo tagliano a strisce, delimitando le aree coltivate a fiori e piante. I non vedenti possono visitarlo in totale autonomia seguendo una corda-guida che indica il percorso e ad intervalli è corredata di cartelli in alfabeto per vedenti e in braille, con il nome della pianta da toccare e da annusare. Si comincia con lavanda e canfora, seguite da fresia e tuberosa. Si susseguono piante officinali e specie poco conosciute, come le kalanchoe dalle foglie grandi e carnose morbide come il velluto, c´è poi una vaschetta di acqua zampillante. Poi ecco il timo, la melissa, la menta, la nepitella, e un gruppo di fiori dai colori intensi destinati agli ipovendenti.

Fonte: La Repubblica (Franca Selvatici, 03/07/2008)


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