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Il convitto per studenti non vedenti e ipovedenti non è fatto a misura di cieco...

Il convitto per studenti non vedenti e ipovedenti non è fatto a misura di cieco. A denunciarlo sono gli stessi ragazzi che vivono a Firenze per seguire i corsi per diventare centralinisti, massofiosioterapisti o seguire la laurea in fisioterapia.

FIRENZE. Pagano una retta di quasi 1500 euro al mese per poter vivere in una struttura adeguata alle loro esigenze, dove sia garantita la pulizia, il cambio della biancheria, la lavanderia, il vitto. Ma la qualità, hanno denunciato in una lettera al difensore civico, non è certo adeguata. «Pavimenti e pareti dei corridoi sporchissimi, c'è scarsa igiene in tutti i locali del convitto, specialmente nelle camere, bagni e docce vengono puliti troppo poco spesso». La scarsa pulizia, raccontato, ha già hanno portato infezioni ai genitali per alcune ragazze. I vestiti e la biancheria vengono lavati alla meno peggio, «la qualità del cibo è pessima e pranzo e cena hanno orari assurdi, alle 14 e alle 19». E chi non si presenta al pasto, magari perché non sta bene o perché fa tardi a lezione, «il giorno dopo a mensa sarà servito per ultimo, come punizione per non aver avvisato almeno 24 ore prima». «Sono carenti — prosegue la denuncia — anche i sistemi di sicurezza: sui gradini non ci sono gli antiscivolo e manca un pezzo di scorrimano tanto che due ragazzi son caduti e hanno riportato contusioni alla colonna vertebrale. Non è mai stata fatta una simulazione antincendio e pavimenti e pareti sono degradati. Tutti problemi che se per un ragazzo normodotato sono difficili, per un non vedente lo sono ancora di più». Le loro proteste sono state accolte da Guido Castelnuovo Tedesco del Comitato per la vivibilità di Firenze e dal consigliere comunale Jacopo Bianchi (FI-Pdl) che ha presentato un'interrogazione. «Il Comune è proprietario di quei locali — dice Bianchi — e deve accertarsi se quanto denunciato corrisponde a vero, per garantire ai ragazzi la sicurezza del luogo dove vivono e una qualità maggiore della loro casa fiorentina».

Fonte: La Nazione (Manuela Plastina, 04/07/2008)


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