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Appello per Alessio!

Quella che raccontiamo è la storia di Cristina, nata 41 anni fa, che aveva un unico grande sogno racchiuso nel cassetto della vita… il sogno di diventare mamma…

  

Dopo una meravigliosa e intensa storia di amore iniziata nel 2000, Andrea ed io decidiamo di mettere al mondo un bambino.

Non dimenticherò mai quel giorno. Era il 6 dicembre 2006… l’inizio della mia gravidanza…

Gravidanza meravigliosa, 9 mesi indimenticabili, trascorsi a fantasticare sulle somiglianze future del piccolo erede, sempre in compagnia dei battiti del suo cuoricino.

Ogni giorno immaginavo come sarebbe stato quel "momento…", paura mista alla più forte delle emozioni, ma nulla è stato uguale a ciò che avevo sognato.

Il 14 agosto 2007, tempo finito già da diversi giorni, iniziano i primi dolori. Il pomeriggio mi reco in ospedale; mi dicono che è tutto a posto. Mi rimandano a un successivo controllo serale per un monitoraggio fetale. Intorno alle 20, come da referto del pronto soccorso, il mio parto si avvicina, aperto di un centimetro, ma mi dimetteranno subito dopo. Mi dicono che essendo primipara, ci vorranno almeno altri due giorni per dare alla luce il mio bambino "perfettamente sano". Rimango stupita, mi domando… non mi ricoverano a tempo finito e a 41 anni… Risposta: eseguito il protocollo… Il giorno dopo… comunque… FERRAGOSTO.

Uscirò da quell'ospedale impaurita, ma con il sorriso, in quella calda notte d'estate, perché presto diventerò mamma.

 

Da lì a due ore la mia vita cambierà e per sempre.

 

Torno a casa, iniziano dei dolori sempre più forti; improvvisamente la rottura delle acque. Non ho avuto il tempo di gioire, perché mi accorgo immediatamente che qualcosa di grave mi sta succedendo: per terra tantissimo sangue che non si ferma più...

Inizio a urlare, a chiedere aiuto, la corsa infinita all'ospedale più vicino.

Distacco di placenta.

Non faccio in tempo ad entrare che mi ritrovo in una sala operatoria, taglio cesareo d'urgenza, i medici urlano, chiedono sangue per me. Rischio di morire di shock emorragico.

Ma in quel momento il mio pensiero è solo per il mio bambino: mi aggrappo ad un braccio di un  anestesista, chiedo quando uscirà Alessio, capisco dai suoi occhi che il mio AMORE è già nato… nato e morto subito dopo… Sarà rianimato per ben due volte, intubato e trasferito d’urgenza ad un altro ospedale. E’ gravissimo… non ha respirato… i suoi piccoli polmoni sono inondati di sangue.

Tre settimane di terapia intensiva. Diagnosi: danno cerebrale ipossico ischemico, paralisi cerebrale.

Vedrò il mio bambino quattro giorni dopo trasportata su una sedia a rotelle. Vedrò un angelo… solo… sdraiato su un lettino e cullato dal calore di una lampada. Lui che doveva stare solo tra le braccia di mamma e papà. Nessun dottore si spiegherà come Alessio sopravviva dopo un’asfissia così importante.

Decide di vivere, a dispetto di tutto e tutti. Quel giorno capirò di avere accanto un piccolo guerriero.

Ma inizierà anche il suo e il nostro calvario.

La risonanza magnetica di Alessio è devastante: il danno ha colpito maggiormente la parte occipitale, per capire è la parte del cervello che corrisponde alla vista. Mi dicono che non vedrà. Ancora una volta Alessio sorprende tutti al positivo: con i suoi intensi ed espressivi occhi blu, ci vede e anche bene.

Ma capiremo presto, ancora una volta dopo quella maledetta notte, che in Italia i nostri medici seguono soltanto i PROTOCOLLI, un po’ come giocare alla battaglia navale…

Nei mesi a seguire le diagnosi terribili: dicono che non sorriderà, che non muoverà le gambe e che sarà segnato per sempre dalle sue lesioni cerebrali. Ma ancora… Alessio inizia a sorridere, a sgambettare, a mangiare. Seguirà però un’importante crisi epilettica, dovuta sempre all'asfissia perinatale; sarà nuovamente ricoverato e questa volta curato con un farmaco sbagliato. Perderà l’uso delle gambe, il sorriso sparirà. Il suo sguardo si perderà nel vuoto.

Dovrò lottare contro grandi luminari per far sospendere quella medicina; nessuno crede che il guerriero prima di entrare in ospedale aveva la facoltà di fare certi movimenti. Non mi credono… ed io impazzisco. Dovrò portare i video fatti ad Alessio per documentare come era prima di prendere quel veleno.

Ancora una volta… si segue il protocollo… e non si guarda il bambino.

Oggi sono stanca… stanca di lottare contro i mulini a vento…

Alessio ha 10 mesi, non sta seduto, non porta le manine alla bocca, non afferra gli oggetti. Fa fisioterapia da quando aveva 25 giorni. Nei primi tre anni di vita tutti sanno che ci sono buone possibilità affinché le cellule cerebrali si riproducano e che avvengano grandi miglioramenti sia dal punto di vista motorio sia dal punto cognitivo. In America esistono cure specifiche perché questo possa avvenire il prima possibile. Ma sono terapie costosissime: per sole 4 settimane di cure e fisioterapia intensiva occorrono almeno 10 mila euro. E chissà quanti mesi serviranno. Cifre che io e mio marito non possiamo permetterci. Siamo tutti e due dipendenti Alitalia, assistenti di volo, e a prescindere dal momento che sta attraversando la nostra compagnia, il nostro è un lavoro a cottimo, più voli e più guadagni, ed in questo momento è impossibile per noi stare lontano dal piccolo, con conseguente salasso sulla busta paga.

Non ho mai chiesto nulla nella mia vita, né mai avrei pensato un giorno di doverlo fare…

Per l'amore di mio figlio, chiedo per quanto sia possibile, un piccolo aiuto da parte di chi potrà…

Devo sbrigarmi… non posso perdere tempo… tutto quello che si può tentare, lo devo fare.

Non c'è un momento in cui non ripenso a quella notte. Ogni volta che incontro lo sguardo del mio cucciolo penso a come sarebbe stato. se tutto ciò non fosse avvenuto. Ed ogni volta che vedo un bambino correre o abbracciare la sua mamma, mi sento morire… perchè non so se Alessio riuscirà mai a farlo.

Mi dicono di continuare ad essere forte, ma sto esaurendo la benzina.

Qualsiasi aiuto mi sarà dato, sarà un grande regalo per noi.

Il centro dove vorrei portare Alessio è a Miami in Florida, sito internet: www.therapies4kids.com.

 

Grazie per aver dato sfogo alla mia rabbia e al mio dolore

 

Alessio - Cristina Poggesi - Andrea Balbiani

C/C Monte Paschi di Siena - Viale Pico della Mirandola, 74
Codice IBAN IT 06 B 010300 3234 000000 3407.14
Tel. 3358392942 - 0650911801- 3386447836
Mail forza.alessio@yahoo.it

 

Alessio, il bimbo di Cristina e Andrea


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