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«Noi ipovedenti con il computer lavoriamo bene»

La testimonianza: Matteo Marini descrive le situazioni in cui il PC aiuta a superare l'handicap.

VICENZA. Sono un ipovedente e sto leggendo il giornale come voi ora. L'ipovedente è una persona che, anche con correzione, non supera un visus di 3/10 oppure ha il campo visivo ridotto del 60-70%. Secondo la recente suddivisione della minorazione visiva in cinque categorie (Legge 138/2001), rientra anch'egli fra i disabili visivi; grazie alle nuove tecnologie, riesce a superare le difficoltà quotidiane.
Ora voi state leggendo un articolo a caratteri ingranditi, ma spesso questo non basta per noi; fortunatamente esistono software ingrandenti che ci consentono di consultare qualsiasi quotidiano in rete o tramite scanner. Vi sono video-ingranditori portatili che permettono di leggere anche libri, riviste e altro. Trovando quest'articolo interessante potrei subito segnalarlo ad un amico con un sms; non importa se non vedo il piccolo schermo del cellulare, perché, grazie ad un software parlante, il mio telefono mi comunica ogni mio comando senza che io utilizzi gli occhi. Grazie al pc e ad un programma ingrandente per disabili visivi possiamo visitare praticamente qualsiasi sito web, modificando i colori, lo zoom oppure l'impostazione del desktop a seconda delle problematiche di ognuno.
L'ipovisione, al contrario della cecità, presenta caratteristiche diverse che variano da soggetto a soggetto, con conseguenze più o meno accentuate, ma esistono molteplici soluzioni per tutti e per ogni esigenza: navigare, chattare, studiare e tanto altro. Io non mi perdo nel desktop poiché vi sono tastiere ingrandite o con tasti concavi che mi impediscono di premere più pulsanti contemporaneamente; ingrandendo quanto desidero la freccia del mouse, posso cliccare qualsiasi icona o link e so sempre dove mi trovo.
A proposito di orientamento, con o senza bastone bianco o cane guida mi muovo per la città abbastanza agevolmente, ma la situazione potrebbe migliorare se tutti gli autobus fossero dotati di avviso acustico della linea e delle fermate. Non temo di arrivare in ritardo dato che esistono anche orologi parlanti che sanno letteralmente dirmi ora e data esatti.
Molti ipovedenti sono centralinisti ed anche qui il computer e i vari software appositi sono di fondamentale importanza. Grazie a rubriche con ingranditori o lenti d'ingrandimento simili ad un mouse consultiamo e teniamo aggiornati gli elenchi degli uffici interni e dei principali esterni con cui comunichiamo.
Attraverso elenchi ingranditi creati spesso con sistemi office tranquillamente effettuiamo ricerche di numeri ed indirizzi senza il bisogno di supporti cartacei. Anche le e-mail sono per l'ipovedente un valido aiuto; chiunque può comunicare con uffici vicini e lontani e scambiare documenti, senza il bisogno di muoversi dalla propria scrivania.
In sintesi la tecnologia è uno tra gli strumenti che permettono all'ipovedente di vivere una vita normale, rendendolo in grado di autogestirsi nella quotidianità, senza quasi più pensare alla sua diversità; può così relazionarsi con gli altri in maniera autonoma.

Fonte: Il Giornale di Vicenza (06/07/2008)


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