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Norme a favore di lavoratori con familiari gravemente disabili: comunicato dell'On. Katia Bellillo

Care amiche e cari amici, mi scuso con voi perché non sono riuscita a garantire quella comunicazione continua e circolare che ci ha permesso nell'anno appena passato di raggiungere risultati insperati. Purtroppo, questo percorso virtuoso si è interrotto e per comprendere ciò che è accaduto, faccio un breve excursus.

Norme a favore di lavoratori con familiari gravemente disabili: comunicato dell'On. Katia Bellillo

On. Katia Bellillo


L'incontro con alcuni di voi è avvenuto nel novembre 2006 e, in quella occasione (presenti Simona Bellini, Giancarlo Angelini, Marco Benincampi, Luciana Gennari, Rosaria De Vitis) abbiamo, con molto realismo, condiviso la difficoltà di far passare non solo in Parlamento, ma anche nella cultura corrente, il principio dell'usura di chi, oltre all'attività lavorativa, accudisce in casa un familiare gravemente disabile. Su mia proposta, è stato costituito il Coordinamento delle Famiglie dei Disabili Gravi e Gravissimi.

Pur con la consapevolezza che la nostra battaglia sarebbe stata molto difficile e il risultato non scontato, abbiamo definito un percorso che prevedeva il coinvolgimento dei rappresentanti politici e istituzionali a tutti i livelli, e la partecipazione dei soggetti più direttamente interessati. L'intento era quello di accendere i riflettori su un problema che avrebbe dovuto assumere una valenza politica generale. Ci siamo divisi i compiti secondo le proprie competenze: il Coordinamento avrebbe mantenuto i rapporti con le famiglie dei disabili, informando e sostenendo tutte le iniziative che avrebbero dato forza al percorso legislativo, soprattutto attraverso la raccolta di firme; io avrei seguito e mantenuto tutti i rapporti istituzionali e politici.

Il primo intervento è stata la promozione di una Giornata Nazionale da dedicare ai lavoratori familiari di disabili gravi e gravissimi, il 1° febbraio 2007. Non solo: sono state raccolte quasi 140.000 firme in tutta Italia; molti Consigli comunali e provinciali ed alcune Regioni hanno approvato Ordini del giorno per sollecitare il Parlamento ad approvare una legge per il prepensionamento. Questa importante attività ha garantito, presso la Camera dei Deputati, la calendarizzazione della mia proposta di legge e di altre similari in Commissione Lavoro, l'approvazione di un testo unificato, la sua calendarizzazione in Aula. Grazie ad atti che ne hanno riconosciuto ufficialmente il ruolo di rappresentanza, il Coordinamento è stato invitato in audizione dalla Commissione Lavoro e si è incontrato con il Presidente della Camera dei Deputati, on.le Fausto Bertinotti, risultato, anche questo, non scontato.

Il testo emerso dai lavori della Commissione non risponderà pienamente a tutte le aspettative e a tutte le esigenze. Il fatto stesso di aver definito e riconosciuto il problema del lavoro di cura vissuto in pesanti condizioni, è stato comunque, secondo la mia opinione, un primo passo fondamentale, sul quale si poteva continuare a lavorare.

Nel passaggio del provvedimento alla Commissione Bilancio, il Governo ha chiesto di verificare le coperture finanziarie. In quella fase ci sarebbe stato bisogno dell'unità e dell'impegno delle famiglie a sostegno del nuovo testo affinché non si bloccasse l'iter predisposto. Questo impegno non c'è stato. La causa di questo mancato impegno sta nella valutazione negativa che i rappresentanti del Coordinamento hanno espresso sul testo approvato dalla Commissione Lavoro. Così abbiamo perso il treno della Finanziaria.

Con tutta sincerità ho giudicato incomprensibili la resistenza ed anche una serie di interventi estremamente duri e critici, apparsi su Internet e su alcuni organi di stampa, un vero e proprio fuoco di sbarramento, da parte del Coordinamento, che non ha certamente aiutato il percorso parlamentare. Senza quelle resistenze, avremmo potuto avere nella Finanziaria un capitolo di spesa specifico.

Comprendo che ognuno si misura con le proprie esigenze e i propri bisogni, ma i problemi dovrebbero essere affrontati in modo globale: anche chi ha avuto la consapevolezza che non sarebbe rientrato tra i beneficiari della nuova legge, avrebbe dovuto contribuire alla sua approvazione.

Nonostante la delusione, ho continuato ad impegnarmi ed ho presentato l'Ordine del giorno, che allego: è stato approvato dal Governo e dalla Camera non come raccomandazione, ma proprio come Ordine del giorno, quindi con un significato politico maggiore: permette di riprendere l'impegno e di sollecitare i Ministeri competenti a completare la verifica e, di conseguenza, sollecitare la Commissione Bilancio a concludere il proprio lavoro. Dunque, andrò avanti rispetto all'impegno che mi sono assunta: chi vorrà lavorare con me sarà sempre benvenuto, altrimenti continuerò comunque. Sono a disposizione di chiunque voglia mantenere un rapporto di informazione e di confronto.

Colgo l'occasione, cari amici e care amiche, per rivolgere a tutti il mio più cordiale augurio per un 2008 all'insegna della giustizia sociale e dell'uguaglianza dei diritti.


Katia Bellillo


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