Lettera aperta ai Vertici del Centro Regionale S. Alessio – Margherita di Savoia per i ciechi
I genitori delle centinaia di minori utenti del Centro regionale S. Alessio richiamano l’attenzione dei vertici e del gruppo dirigente sulla necessità di potenziare e migliorare la formazione degli Operatori addetti ai servizi domiciliari e scolastici. A fronte dei significativi contributi pubblici destinati ai servizi in questione, e del significativo patrimonio immobiliare destinato ad autofinanziare la missione dell’Ente, è del tutto lecito pretendere che almeno il 5% del monte retributivo degli Operatori sia destinato annualmente a finanziare la loro qualificazione, formazione, ed i “Sistemi Qualità” dei servizi resi.
Noi famiglie aderenti al Comitato genitori dei minori con disabilità visive della UIC di Roma, richiamiamo l’attenzione dei vertici e del gruppo dirigente del Centro regionale S. Alessio – Margherita di Savoia per i ciechi, riguardo la necessità che si intensifichino ulteriormente gli sforzi profusi da codesta Amministrazione nel potenziare e migliorare i servizi alle famiglie utenti, rispondendo sempre più efficacemente alla missione pubblica affidata all’Istituzione quale Centro specializzato di cui alla norma istitutiva e riconosciuto tale dalla Regione Lazio ai sensi della L. 284/1997.
Prendiamo atto che dopo molti anni finalmente il Centro è stato messo nella condizione di funzionare, di potenziare i servizi domiciliari, di aprire nuovi centri diurni sul territorio, di offrire servizi ad un numero sempre più ampio di famiglie, smaltendo le lunghe liste di attesa Tuttavia riteniamo che vada curata con maggiore attenzione la selezione e la formazione del personale utilizzato nei servizi domiciliari, scolastici e nei centri diurni, affinché disponga di una specifica competenza professionale atta a ricoprire in modo appropriato i ruoli ad essi affidati.
Aumentando l’offerta dei servizi, è aumentato anche il numero degli Operatori, ma questi non sempre dispongono dei pre-requisiti e/o hanno avuto la possibilità di approfondire la conoscenza della disabilità visiva e/o plurima attraverso percorsi formativi qualificanti. Eppure i servizi ai quali sono destinati vengono finanziati sulla base di norme nazionali e regionali che vorrebbero garantire ai disabili maggiori opportunità educative, di sviluppo sociale, e di potenziamento delle abilità residue.
Noi chiediamo con determinazione che l’Amministrazione insista nella sua opera per fare del Centro regionale un Centro di eccellenza deputato allo scopo, e che quindi metta in atto le opportune azioni per garantire:
- l’aderenza di tali operatori ad alcuni requisiti di ingresso necessari per essere avviati all’impiego nei servizi dell’Ente, attraverso procedure di reclutamento pubbliche e trasparenti, condotte sulla base di precise regole riguardanti le condizioni di accesso, i criteri e le modalità di valutazione;
- un percorso formativo propedeutico all’inserimento, che fornisca le competenze di base in materia di approccio alla disabilità visiva e/o plurima;
- la programmazione di interventi di formazione continua al fine di sostenere la crescita professionale e l’approfondimento di particolari abilità;
- l’attivazione di opportune azioni di supervisione da parte di figure senior esperte interne ed esterne, in funzione dei singoli “casi” da trattare;
- un'opportuna azione di counseling individuale al fine di ridurre i rischi di burn-out.
Sarà anche opportuna una appropriata informazione in tema di sicurezza sul lavoro ed in tema di primo soccorso, oltre che verificare se tali Operatori siano adeguatamente coperti sul piano assicurativo individualmente e per la Responsabilità Civile.
Quelle qui elencate sono tutte esigenze “naturalmente” connesse all’esercizio di un servizio pubblico, per il quale ci aspettiamo ben presto di poterne fruire attraverso un maggiore coinvolgimento e la possibilità di esprimere il nostro gradimento sulla base di un opportuno “sistema di valutazione della qualità”, secondo le note direttive della Funzione Pubblica.
Prendiamo atto che alcune di queste azioni sono già oggetto di recenti iniziative da parte degli specifici servizi dell’Ente, ma appaiono del tutto parziali ed episodiche.
Ci teniamo a sottolineare che la dimensione della problematica in oggetto, in relazione anche alla estensione che il servizio sta assumendo sul piano provinciale e regionale, richiedono da parte dell’Ente scelte “di sistema”, da finanziare e da governare con metodo e continuità.
Riteniamo che, a fronte dei significativi contributi pubblici destinati ai servizi in questione, e del significativo patrimonio immobiliare destinato ad autofinanziare la missione dell’Ente, sia del tutto lecito pretendere che almeno il 5% del monte retributivo destinato agli Operatori sia destinato annualmente a finanziare le attività formative ed i “Sistemi Qualità” di cui sopra.
Attendiamo a tal proposito di poter incontrare al più presto la Direzione dell’Ente per esplicitare al meglio le nostre aspettative, e fornire tutta la nostra collaborazione perché con immediatezza si possano destinare le risorse finanziare necessarie e dar corso ad un Piano di iniziative appropriate allo scopo.
Comitato Genitori dei minori soci della U.I.C. – Roma
(seguono le firme di 46 genitori)
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