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Integrazione oltre la scuola

Sette istituzioni al tavolo per dare una mano ai disabili. Minorenni con handicap seguiti con continuità.

LODI. Un'ipotesi di «Progetto di vita» a sostegno dei disabili nel Lodigiano. Un'iniziativa sperimentale nata dall'esigenza dell'Ufficio scolastico provinciale di rinnovare gli accordi di programma in tema di integrazione scolastica, constatando come essi non potessero più «rimanere confinati in ambito scolastico, dove l'alunno disabile passa una parte importante del proprio tempo, ma non l'unica». Il progetto, che sarà illustrato sabato nell'ambito dell'inaugurazione della nuova sede del Centro di supporto territoriale della scuola «Arcobaleno», è stato anticipato in un convegno di livello regionale al Palazzo delle Stelline di Milano da Gianluigi Cornalba, referente per la disabilità del Provveditorato di Lodi. Il progetto, insieme con quelli di altre quattro province della Lombardia (Milano, Monza, Lecco e Cremona), è stato scelto come iniziativa-pilota e si avvarrà del supporto dell'Anci Lombardia, l'Associazione dei Comuni della regione. «I servizi scolastici - dice Cornalba - rientrano a pieno titolo tra i servizi educativi che debbono necessariamente collegarsi a quelli sociali e sanitari. E la forma di collaborazione che avevamo istituito in proposito si incrociò con l'iniziativa di “Equity in rete”, che mira sostanzialmente allo stesso obiettivo. E così il lavoro continua con un tavolo maggiormente allargato e con la preziosa consulenza di Giampiera Vismara, referente per l'Ancitel lombarda». L'aspetto originale di tale lavoro sta proprio, secondo Cornalba, «nella normalità». Cioè «in un coordinamento dei vari interventi operativi delle diverse istituzioni a favore dei minori disabili (Usp, Ufficio di piano, Asl e Azienda ospedaliera, Consorzio Lodigiano per i servizi alla persona, Terzo settore per le attività di volontariato) che magari in realtà più grandi risulterebbe molto difficoltoso». I vari snodi indicati nel percorso in cui gli enti sono chiamati a collaborare - ognuno per le sue competenze - rappresentano le varie fasi della vita dell'alunno disabile, su cui, rispetto ad alcuni tratti esistono già percorsi conclamati e di sicura efficacia, mentre rispetto ad altri il percorso va costruito e definito un po' più da lontano».

Fonte: Il Giorno (Gaetano Ecobi, 07/12/2008)


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