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Una gita inaccessibile. La sorpresa delle Ferrovie Nord Milano per Luca

Non sono bastate le comunicazioni inviate con un mese di anticipo (e le successive rassicurazioni ottenute dalle Ferrovie stesse) a rendere tranquilla la gita scolastica di un tredicenne in sedia a ruote: la pedana sollevatrice resta inutilizzata, il treno per Seveso è inaccessibile, il ragazzo viene issato a mano solo nel convoglio successivo. La denuncia di un genitore.

Storie di ordinaria follia: quella di un'azienda che rassicura a più riprese e che non si mostra poi in grado di assicurare ad una persona con disabilità un regolare trasporto in treno. La vicenda raccontata da Mauro Balarin, padre di un ragazzo con disabilità, è solo una delle tante che ogni settimana caratterizzano i rapporti fra le persone con disabilità e il mezzo di locomozione ferroviario: ad essere denunciata è in questo caso soprattutto la superficialità con cui è stata gestita la situazione, con una evidente mancanza di programmazione che lascia tutto in balia dell'improvvisazione, e "costringe" il personale a proporre di "issare" a bordo il giovane su sedia a ruote con la nuda forza delle braccia. Una "non soluzione" che più volte viene prospettata come risolutoria, e che invece non fa che mettere a nudo le carenze di un servizio che troppo spesso non mantiene quanto promette.

La storia di Luca, 13 anni, è quella di una gita scolastica da Seveso a Milano per una visita al "Cenacolo" di Leonardo da Vinci: la scuola informa con un mese di anticipo le Ferrovie Nord Milano che un "disabile in carrozzina" sarebbe salito alla stazione della cittadina in direzione del capoluogo lombardo. "Le stesse Ferrovie Nord - afferma il padre del ragazzo - avevano indicato quale fosse il miglior treno per venire incontro alle nostre necessità". L'amara sorpresa arriva al momento della partenza: è di ottanta centimetri il dislivello fra il piano della carrozza e la banchina, e la pedana sollevatrice - secondo quanto racconta l'uomo - non può essere utilizzata perché nessuno ha pensato di portarla sul binario corretto e una volta arrivato il convoglio risulta impossibile farlo perché il treno stesso occupa l'unico passaggio: "inconcepibile", commenta Balarin. La proposta - rifiutata - del capotreno è di "issarlo a bordo a braccia": il treno riparte senza Luca. L'operazione di sollevamento manuale sarà poi effettuata realmente sul convoglio successivo.

"Ciò che è più incredibile è che la stessa cosa era accaduta tre mesi fa in occasione di un'altra gita scolastica a Milano: i reclami scritti alle Ferrovie Nord inviati dal sottoscritto e dalla scuola avevano sortito le scuse delle Ferrovie Nord e la generica promessa di porre rimedio per il futuro". "Oggi - è l'amara conclusione dell'uomo - abbiamo avuto la conferma che per le Ferrovie Nord Milano è meglio che i disabili stiano a casa".

Questo il testo integrale della lettera.

Buongiorno, volevo segnalarvi quanto accaduto a mio figlio disabile. Ieri mattina mio figlio Luca di 13 anni, disabile in carrozzina, doveva andare gita scolastica con la sua classe, una seconda media di Seveso, a Milano per visitare il Cenacolo vinciano. Il mezzo prescelto dalla scuola sono state le Ferrovie Nord Milano perché il capolinea, Cadorna, è molto vicino al Cenacolo. La scuola aveva già informato più di un mese fa con vari fax le Ferrovie Nord Milano della presenza di un disabile in carrozzina che doveva salire alla stazione di Seveso. Le stesse Ferrovie Nord avevano indicato quale fosse il miglior treno per venire incontro alle nostre necessità.

Purtroppo questa mattina la sorpresa: a Seveso il treno che doveva prendere la classe non era adatto per far salire la carrozzina, la distanza in altezza tra il piano della carrozza e la banchina era più di 80 centimetri! La proposta del capotreno è stata di issarlo a braccia, mentre il capostazione non si è neanche fatto vedere. La cosa inconcepibile è che la stazione dispone di una pedana che permette in tutta sicurezza il carico di carrozzine sui treni ma nessuno della stazione l'aveva portata sul binario corretto ed era impossibile oramai farlo perché il treno stesso occupava l'unico passaggio verso il binario corretto!

Dopo vari tentativi di far comprendere che le stesse Nord avevano indicato alla scuola quel treno come il migliore abbiamo dovuto attendere il treno successivo e, nonostante altre discussioni, caricare a braccia il bambino lasciando inutilizzata la pedana sollevatrice perché, nonostante la nostra frustrazione, non era possibile continuare una discussione sterile di fronte al bambino che stava vivendo in modo assolutamente negativo la sua disabilità!

La cosa ancor più incredibile è che la stessa cosa era accaduta tre mesi fa in occasione di un'altra gita scolastica a Milano. I reclami scritti alle Ferrovie Nord inviati dal sottoscritto e dalla scuola avevano sortito le scuse delle Ferrovie Nord e la generica promessa di porre rimedio per il futuro. Oggi abbiamo avuto la conferma che per le Ferrovie Nord Milano è meglio che i disabili stiano a casa!
(Mauro Balarin, Limbiate)

 

Fonte: SuperAbile (22/04/2008)


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