Passeggeri disabili, nel nuovo regolamento ''resta un vuoto legale''
Per una completa implementazione del regolamento è necessaria una stretta cooperazione tra vettori, aeroporti e associazioni di disabili. Il punto di vista di European Disability Forum.
BRUXELLES - Se da un lato il regolamento europeo sui diritti dei passeggeri aerei a mobilità ridotta è una grande conquista per i disabili, rappresentati a Bruxelles da Edf (European Disability Forum), dall'altro permangono alcune gravi lacune sia nella sua implementazione, sia nella struttura stessa del regolamento. Innanzitutto – riporta Bas Treffers, vicepresidente di Edf – "c"è un grave vuoto legale nel regolamento che l'azione di Edf non è riuscita a contrastare”. Le compagnie aeree infatti possono decidere di non ammettere su un volo un disabile per motivi di sicurezza. Ora, non è ben chiaro quali questi supposti motivi 'di sicurezza' possano essere: “per le compagnie aeree sono moltissimi, per i disabili invece sono molto pochi”, commenta Maria Nyman, di Edf. In sostanza, il rischio è che si lasci spazio per pratiche che potrebbero risultare discriminatorie.
Inoltre, il regolamento comunitario stabilisce che il valore delle sanzioni debba essere stabilito dagli Stati membri: ciò potrebbe facilmente portare a una mancanza di uniformità all'interno del mercato europeo, dato che alcuni paesi saranno più morbidi di altri, col rischio conseguente che in certi Stati le sanzioni non siano abbastanza consistenti, diventando quindi inefficaci. Negli Usa, dove il regolamento sul trasporto dei disabili sugli aerei è di maggior portata rispetto a quello europeo e riguarda una più grande fetta di passeggeri (nell'Ue i disabili in aereo sono lo 0,5% del totale), le sanzioni sono di 25 mila dollari per singola violazione. Sul fronte dell'implementazione, per Edf è fondamentale la formazione del personale aeroportuale e di volo che assiste i disabili o i passeggeri a mobilità ridotta (‘prm'). “Si tratta di un processo a cui devono partecipare anche i disabili” fa presente Nyman “che devono anche contribuire a redigere le ‘check list' e i manuali su una corretta assistenza se vogliamo che l'assistenza sia fatta in modo corretto. E' pertanto fondamentale la cooperazione di aeroporti e vettori”.
Altro punto debole dell'implementazione del regolamento riguarda l'accessibilità ai siti delle compagnie: sono ancora pochi i portali che tengono conto delle diverse esigenze dei disabili, e sono soprattutto le compagnie a basso costo a offrire interfacce impossibili da usare. In molti casi non si tiene conto dei diversi tipi di handicap e delle esigenze in termini di accessibilità nemmeno all'interno degli aeroporti, ad esempio per il check-in o per la segnalazione di ritardi o cancellazioni, o per il transito tra le diverse zone di uno scalo. Nyman auspica poi che venga fatto in modo che il passeggero disabile dia soltanto una volta l'indicazione delle sue esigenze, ovvero al momento della prenotazione, tramite il codice Ssr. Per quanto riguarda l'implementazione in Italia, Nyman può soltanto riportare le difficoltà di coordinazione tra Enac e le associazioni di disabili.
Coordinazione che però è fondamentale, secondo Rodolfo Cattani, presidente dell'Unione europea dei ciechi: “vogliamo essere in una relazione di piena cooperazione con le compagnie, e non di semplice consultazione. Le compagnie non devono concederci delle cose, ma essere nostre partner”. Cattani fa infine notare il degrado dei servizi aerei negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda le compagnie ‘low cost', che secondo lui “sono al limite del minimo dell'accettabilità. Per loro ogni richiesta particolare diventa un problema. Inoltre il trasporto aereo, a differenza di treni, navi o pullman, è molto regolamentato, e un disabile non si può arrangiare. Per questo è necessario che il regolamento sia implementato bene”. Il vicepresidente di Edf Treffes, che è un viaggiatore frequente, ha sperimentato sulla sua pelle diversi tipi di trattamenti umilianti, come l'essere trasportato a braccia da due operatori aeroportuali dalla pista alla cabina: comportamento assolutamente fuori da tutte le norme di sicurezza e di rispetto. Per questo il desiderio di Edf e di tutti i disabili è che questo tipo di pratiche entri al più presto nel dimenticatoio.
Fonte: Redattore Sociale (mm, 14/04/2008)