Inciampa in un mendicante e si ferisce
Politici e amministratori - si angoscia Rita - asseriscono di pensare ai disabili, di favorire la loro autonomia e mobilità. In realtà vengono disattesi anche i più banali accorgimenti e i portatori di handicap sono costretti a loro rischio a muoversi in un ambiente degradato. Nessuno si rende conto che un cartello stradale o un mendicante sdraiato per strada o le biciclette sui marciapiedi possono costituire trappole estremamente pericolose per chi non ha il dono della vista.
Firenze - Rita Moldavio, 56 anni, cieca dalla nascita, non riesce a trattenere i singhiozzi. Ogni giorno, per andare e tornare dal suo lavoro di centralinista, aiutata dal bastone percorre il tratto di strada compreso fra piazza Signoria e le fermate dell´11 o del 17 in via Martelli. Venerdì alle 14,30, all´angolo di piazza del Duomo, davanti al bar Bottegone, è inciampata su un mendicante sdraiato per terra, è finita a terra anche lei, si è spezzata un dente, si è sfracellata la bocca. Nessuno è stato in grado di chiamarle un vigile, un carabiniere. Ha perduto il bastone. Si è rialzata a fatica, con la bocca piena di sangue, e si è incamminata pian piano verso via Calzaiuoli, dove finalmente è stata soccorsa da una pattuglia di poliziotti che le hanno chiamato un´ambulanza.
L´indomani suo marito, con i referti dell´ospedale, è andato dai vigili in via delle Terme, poi ha cercato invano di farsi ricevere dall´assessore Graziano Cioni. Chi è responsabile dell´incidente? Nessuno sa rispondere. Sabato mattina il mendicante era di nuovo sdraiato lungo il marciapiede. Rita Moldavio cerca ostinatamente di muoversi da sola, in autonomia. Ma è disperata: «La mia situazione è drammatica». Nel 2001 - spiega suo marito - un´auto la falciò sulle strisce pedonali in via Masaccio: «E´ viva per miracolo». E ogni giorno il suo tragitto verso il lavoro è irto di ostacoli imprevedibili.
Il bastone a volte non basta. Una volta ha sbattuto contro un cartello stradale mobile, piazzato ad altezza d´uomo. Spesso inciampa nei tappetini degli ambulanti abusivi. Una volta uno di loro in fuga l´ha travolta e gettata a terra. E poi ci sono le balaustre e le transenne che compaiono all´improvviso e le biciclette che occupano i marciapiedi.
«Politici e amministratori - si angoscia Rita - asseriscono di pensare ai disabili, di favorire la loro autonomia e mobilità. In realtà vengono disattesi anche i più banali accorgimenti e i portatori di handicap sono costretti a loro rischio a muoversi in un ambiente degradato. Nessuno si rende conto che un cartello stradale o un mendicante sdraiato per strada o le biciclette sui marciapiedi possono costituire trappole estremamente pericolose per chi non ha il dono della vista».
Articolo pubblicato su “La Repubblica” (f.s. – 01/04/2008)