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Genta (Associazione Bambini Celebrolesi): "Bene Berlusconi che propone il prepensionamento, ma deve chiarire meglio"

Il leader Pdl propone cinque anni di prepensionamento per chi accudisce a casa un infermo. Il presidente dell’Associazione Bambini Celebrolesi della Liguria: “Se si concedesse tale possibilità a tutti coloro che assistono a casa un anziano infermo o inabile sarebbe una misura del tutto inattuabile per via dei costi chiaramente insostenibili: è invece fattibile se limitata solo ai genitori di disabili gravi”.

Genta (Associazione Bambini Celebrolesi): "Bene Berlusconi che propone il prepensionamento, ma deve chiarire meglio"

Silvio Berlusconi

Cinque anni di prepensionamento per chi accudisce a casa un infermo: li ha proposti il leader del Pdl Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa andata in onda nella serata di ieri su RaiDue. Un intento che oggi il presidente dell'ABC Liguria (Associazione Bambini Cerebrolesi) Giorgio Genta invita a specificare meglio "per evitare franintendimenti", riguardo alla platea dei destinatari e alle risorse necessarie. Con un suggerimento implicito: limitare il provvedimento ai genitori che assistono i propri figli con disabilità grave e gravissima.

"Come genitore di una ragazza con disabilità grave mi ha particolarmente interessato l'accenno alla possibilità di concedere cinque anni di prepensionamento a chi accudisce domiciliarmente un infermo", spiega Genta che rivolgendosi direttamente a Berlusconi continua: "La sensibilità che lei ha dimostrato nel proporre il provvedimento risulta tuttavia sminuita dalla genericità dei termini utilizzati: se infatti il provvedimento concedesse tale possibilità a tutti coloro che assistono a casa un anziano infermo o inabile - afferma il presidente di ABC Liguria - sarebbe una misura del tutto inattuabile per via dei costi chiaramente insostenibili". In tal caso infatti "riguarderebbe potenzialmente centinaia di migliaia di persone".

"Sarebbe assai bello ed interessante - commenta Genta - che lei precisasse meglio il suo pensiero, per evitare fraintendimenti in relazione ai possibili destinatari del provvedimento: molte delle associazioni che rappresentano le persone con disabilità e le loro famiglie ritengono che tale facoltà dovrebbe essere concessa, per essere davvero realizzabile e sostenibile nella spesa, ai genitori che assistono domiciliarmente i loro figli con disabilità grave". "Confidando di leggere il suo pensiero in materia - conclude - le porgo i migliori saluti da parte delle famiglie delle persone con disabilità grave".



Articolo pubblicato il 2 aprile 2008 su Superabile.it.


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